Il Tirreno

Toscana di Navigazione ricorre al Tar

di Stefano Taglione
Toscana di Navigazione ricorre al Tar

La società si oppone alla decisione della Regione che, dopo il Consiglio di Stato, ha reso la Toremar a Moby

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PORTOFERRAIO. Toscana di Navigazione ricorre nuovamente al Tar. La decisione – per altro già annunciata all’indomani del decreto della Regione sulla gara per la privatizzazione di Toremar, rimasta sotto il controllo di Moby Lines – adesso è ufficiale. A rivelarlo l’amministratore delegato della cordata marittima, l’armatore sardo Franco Del Giudice. Il nuovo ricorso è stato presentato al tribunale amministrativo della Toscana a fine aprile e il verdetto potrebbe arrivare fra un anno.

La vicenda. La vicenda Toremar è lunga e tortuosa. Il bando, pubblicato nel 2011, viene aggiudicato a un anno di distanza al Gruppo Moby Lines. Inizialmente Toscana di Navigazione, che propone come surplus una corsa notturna fra l’Elba e Piombino, sembra in grado di raggiungere un punteggio più alto e quindi di poter subentrare nella gestione dell’ex compagnia pubblica. Ma secondo l’allora commissione giudicante l’offerta della società guidata da Del Giudice è in contrasto con il testo del bando. Così, a causa di questa presunta violazione, risulta esclusa e Toremar la compra Moby. L’armatore della Delcomar, insieme ai soci, non si dà per vinto. Prima ricorre al Tar della Toscana, perdendo, poi al Consiglio di Stato, che inizialmente rigetta la richiesta di sospensiva del provvedimento (ovvero l’aggiudicazione di Toremar e Moby) poi – con una sentenza choc, arrivata a tre anni dalla conclusione dell’iter burocratico – rimette in pista Toscana di Navigazione condannando la Regione ad aggiudicargli l’ex flotta statale, previo possesso dei requisiti soggettivi, una serie di obblighi necessari per poter partecipare alla gara.

La nuova esclusione. È proprio sui requisiti che si è giocata (e forse si giocherà) la partita decisiva. Gli uffici dell’assessorato regionale ai trasporti, dopo aver chiesto i documenti a Toscana di Navigazione, hanno decretato che la cordata guidata da Del Giudice «non ha né i requisiti economico-finanziari né quelli tecnici richiesti dal bando». Nel dettaglio la compagine non avrebbe dimostrato di possedere un volume sufficiente di trasporto passeggeri nel periodo richiesto (dal 30 novembre 2006 al 30 novembre 2009) e avrebbe utilizzato altre società «mai citate negli atti di gara» per raggiungere il fatturato minimo stabilito, secondo una procedura non consentita dalla legge (avvalimento a cascata). Prendendo in esame il fatturato delle società indicate negli atti, invece, per la Regione non si raggiungono i requisiti previsti dal bando. Per questa ragione Toremar è rimasta nelle mani di Moby Lines, che tre anni fa aveva acquistato l’ex compagnia pubblica (per l’appunto dopo aver vinto il bando) consapevole di poterla gestire per almeno 12 anni, a tanto ammonta la durata del contributo pubblico in grado di garantire la continuità territoriale. Per altro Toremar, nei primi tre anni di esercizio, ha rinnovato la flotta e stabilizzato diversi lavoratori fino a quel momento precari. In questo lasso di tempo sono cambiate molte cose.

Il ricorso. Toscana di Navigazione contesta quanto deliberato dagli uffici dell’assessorato regionale ai trasporti. I vertici della società ritengono di essere in regola con i requisiti e per questo motivo, attraverso il ricorso al Tar, chiedono di vedersi aggiudicata la gara e quindi di subentrare in Toremar. In aggiunta a ciò, Del Giudice e soci (alcuni dei quali elbani), appellandosi ai giudici amministrativi chiedono di poter accedere integralmente agli atti di gara.

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