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Due autori elbani invitati a parlare al Salone del libro

Due autori elbani invitati a parlare al Salone del libro

PORTOFERRAIO. Due autori elbani invitati a presentare le loro opere alla 28ma edizione del Salone internazionale del libro a Torino che aprirà i battenti il 14 maggio. Si tratta di Luciano Gelli,...

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PORTOFERRAIO. Due autori elbani invitati a presentare le loro opere alla 28ma edizione del Salone internazionale del libro a Torino che aprirà i battenti il 14 maggio. Si tratta di Luciano Gelli, medico di famiglia con il vizietto della scrittura elbano doc e Patrica Mazy, elbana d’adozione, avvocato belga che ha messo da parte la toga per dedicarsi completamente alla letteratura e all’editoria. Sono stati invitati dalla Toscana libri e saranno ospiti nello stand curato dalla Regione Toscana. «Devo dire – esordisce Luciano Gelli – che la mia soddisfazione è enorme. Naturalmente porterò a Torino un pezzeto anche di Elba». E proprio sulla maggiore isola della Toscana è ambientato il suo ultimo romanzo che s’intitola "La libera repubblica degli anziani", edito dalla BookSprint Edizioni; mentre Patrica Mazy parlerà dell’ultima sua fatica, “La madre che non ho avuto” (edizioni Myra). «Affrontare la vecchiaia – dice Luciano Gelli – non è sempre un’impresa facile, specie se accanto al decadimento psicofisico si vengono ad aggiungere abbandono e tradimento. E’ la storia di una comunità costituita prevalentemente da una popolazione vecchia e isolata che per scelta condivisa collettivamente non hanno più contatti con il mondo esterno al punto da arrivare a mettere il tritolo per le strade per impedire a chicchessia di avvicinarsi al loro piccolo mondo. Tutto fila liscio e negli standard di una vita di provincia piuttosto comune e convenzionale fino a quando non si trasferisce in un cascinale non molto distante una coppia di giovanetti. Da quel momento iniziano i guai». Più introspettivo invece il romanzo di Patrica Mazy che racconta della mancanza di amore di una giovane madre nei confronti della propria figlia. Soltanto dopo la morte della madre, la protagonista della storia riuscirà ad instaurare un rapporto affettivo duraturo e profondo.

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