Il Tirreno

Ci sono anche migranti che si stanno inserendo, ecco la storia di Nancy

I migranti al 5 Lecci con Ubaldo Giardelli (foto tratta dal suo profilo Facebook)
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I migranti al 5 Lecci con Ubaldo Giardelli (foto tratta dal suo profilo Facebook)

Nello stesso albergo vivono da giorni altri profughi. Il racconto di Ubaldo Giardelli

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CAMPIGLIA STAZIONE. Ubaldo Giardelli, nello stesso albergo 5 Lecci di Campiglia Stazione, racconta la storia di Nancy. E di un gruppo di migranti che si stanno inserendo.

"Quella che sembra una bambina, sotto di me, è il nr 35. Un post it giallo sul seno la identificava così ieri notte, quando con altri 10 ci è stata affidata. Classe 94, Nancy è nigeriana e viaggiava sola. E' incinta di 5 mesi. Risparmio i dettagli sulla sua gravidanza sulle violenze, sul viaggio che hanno affrontato. Gli interrogatori in questura a Livorno, ai quali ho dovuto assistere come interprete, ti lasciano la bocca asciutta, quando esci. Quando riescono a parlarne. Sono 11, di cui 6 donne, di cui 5 incinte. Nancy (1,45 al garrese) non sapeva nemmeno lei quante settimane portava. L'hanno fatta viaggiare gli ultimi 2 mesi in stato di incoscienza indotta da droghe. In ginecologia, oggi, mentre le facevano l'ecografia, ha fatto il discorso più lungo da quando è arrivata: mi hanno detto che siccome non ho marito il bambino nascerà a pezzi e io morirò. Crede nel vodoo. Al primo pranzo ha chiesto gelatina di fragole, che non avevamo. Ha invece spazzolato 150 gr di riso con olio e formaggio, due fette di pecorino con 2 cestini di pane, due pere, un piatto di fagioli e tonno, uno yogurt. Ha posato il cucchiaino e ha chiesto della carne, ovvero due svizzere di 150 gr l'una con formaggio fuso e uovo affrittellato sopra. Una fetta di pinolata. Acqua. Per i francofoni è la petite seule, per gli anglofoni è (impropriamente) the pigmy girl, per noi tutti è la piccina".

"Vengono da Lampedusa e stanotte ne avremo altri 20. Stamani (venerdì 8)  li ho portati all'immigrazione di Livorno con addosso pigiami colorati – quelli che vedete non sono tute, è stato tutto così veloce e emergenziale che non ce la si fa a coprire le necessità di base, se non con molta fatica e stress. Però erano nuovi e freschi. Le altre storie sono del pari orrende. Sanno di noi, di cosa gli spetta, chiedono il minimo, hanno paura. Ve n'è di furbetti, ma sono la minoranza. Stiamo correndo sull'onda della necessità, del bisogno, dell'emergenza. Siamo esausti. Il prefetto, col quale lavoriamo a stretto contatto, non sa più dove mettere quelli che arriveranno. Il lavoro cartolare è pesante e impegnativo. Io sono il capo-struttura, tutti convergono su di me, anche le dispute gerarchiche ( io sono uno Zulu, lui no!). Ci sono musulmani, ma anche cristiani protestanti e animisti.  Cibo ne abbiamo in abbondanza. Se volete, se credete, venite a trovarci; prendiamo un caffè. Se volete disfarvi di qualche vestito che vi avanza portate quello, mutandine da donna, reggiseni, tuniche, gonne smesse, la qualsiasi. Assorbenti. Ciabatte infradito – se ne trovano da 1,50 euro. Scarpe non oso chiedere, costano perfino 5 euro al mercato. Una di loro è dovuta venire con un asciugamano da doccia intorno alle gambe a mo' di gonna.

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Aveva ancora con se uno di quei teli bicolore che sembra alluminio, che gli danno appena li prendono a bordo. Io ho dato quel che avevo e potevo dei miei cassetti, ma da donna non ho niente. Questi tipi danno al concetto di taglia un nuovo significato. Ho comprato sigarette, ho fatto telefonare. Portate un pallone, dei bongos, qualcosa per dipingere. Niente soldi, ne abbiamo. Portate dei legni per fare porticine da calcio, portate radioline, portate voi stessi. Siamo stati tutti vaccinati, niente Tbc, niente Hiv, niente lesmaniosi, niente scabbia, siamo tutti microcippati, ci stiamo iscrivendo alla razza umana e presto faremo concorsi per meticci. Se siete curiosi venite, vi racconto di Ali, 1,90, ex combattente, scappato perché "non ammazzo la gente, io", con la sua compagna, pieno di tagli da coltello".

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