Il Tirreno

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«Apertura del 25 aprile, attacchi assurdi»

Cecilia Cecchi
Il negozio Unicoop di via Gori (foto Paolo Barlettani)
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Il negozio Unicoop di via Gori (foto Paolo Barlettani)

Per Unicoop giusto dare un servizio in un weekend particolare: "Inconcepibile l'atteggiamento dei sindacati"

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PIOMBINO. A disposizione di chi ha bisogno, non solo di residenti e soci, ma soprattutto dei turisti che, evidente sono arrivati numerosi. Positivo il bilancio del 25 aprile (e della domenica seguente) per i punti vendita Unicoop Tirreno anche in Val di Cornia.

Confermata, comunque, la chiusura del Primo maggio, come da programma nonostante la sfida dei tanti discount aperti. Marco Lami, presidente di Unicoop Tirreno, nell’ufficio delle sede centrale a Vignale Riotorto vuol fare chiarezza sulle aperture straordinarie dei punti vendita e sui conti.

«La risposta del 25 Aprile è stata buona – racconta – da Napoli a Carrara. Incassati poco più di due milioni di utili, con buona resa pure la domenica. Abbiamo emesso 66mila scontrini cioè abbiamo risposto al bisogno di altrettanti clienti. Comprensibili le critiche dell’Anpil, inaccettabili quelle dei sindacati (manifestazioni fuori dai punti vendita, più un volantino con la foto di partigiani fucilati dai nazifascisti ndr) ».

Perché non è, in settant’anni di storia, il primo 25 Aprile Coop a saracinesche alzate... «Era già accaduto nel 2009 – ricorda Marco Lami – sempre perché “cadeva” in un weekend e non volevamo far mancare il servizio. Confermo – assicura – che vogliamo rispettare i turni di chiusura nelle festività più importanti, sia civili che religiose: col 25 aprile, il Primo maggio, la Pasqua e la Pasquetta, Natale e Santo Stefano, oltre a Capodanno. Stavolta – prosegue – abbiamo considerato un ponte di primavera importante, soprattutto per la gran parte delle molte località turistiche della costa tirrenica che serviamo: così anche per San Vincenzo e Piombino».
«Insomma – sottolinea Lami – c’era un servizio da fornire, e poi bisogna tutelare i nostri risultati economici per restare al passo col necessario recupero degli utili».

«Apertura comunque “rispettosa” della data visto che la presenza dei dipendenti era volontaria – dice ancora il presidente – cioè erano liberi di presentarsi al lavoro oppure no. L’hanno fatto in 1500 assicurando le aperture. Si tratta di numeri importanti – spiega Lami – bisogna considerare che cifre di questo genere contribuiranno a far quadrare i conti dell’incasso del primo quadrimestre in difesa dei nostri 112 tra super e ipermercati, 970mila soci e circa 5mila dipendenti sparsi tra la costa toscana, l’Umbria, il Lazio e la Campania».

«Giusto comunque spiegare le motivazioni delle nostre scelte all’Anpil – conclude – inconcepibile il comportamento dei sindacati. Attendiamo di vedere cosa succederà nei supermercati aperti il Primo maggio. Altrimenti verrebbe da pensare che ci hanno preso di mira».
 

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