Il Tirreno

«L’isola torni al centro delle strategie provinciali»

di Luca Centini
«L’isola torni al centro delle strategie provinciali»

Paoletti (Confindustria): le capacità imprenditoriali dell’isola sono da valorizzare Ma frammentanzione tra Comuni e lentezze della burocrazia sono un handicap

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PORTOFERRAIO. «Semplificazione». Umberto Paoletti, direttore di Confindustria Livorno ripete questa parola più volte, indicando la strada per il rilancio dell’imprenditoria all’Isola d’Elba. «Elba che, prima di tutto, non può più essere considerata come un’appendice della Provincia di Livorno, ma essere riportata al centro delle strategia di sviluppo economico della Toscana».

Il direttore di Confindustria Livorno venerdì era a Portoferraio, nella sala dell’hotel Airone, per il seminario organizzato dall’associazione degli industriali sulle novità del Jobs Act. Novità che sono considerate un’opportunità notevole anche per la ripresa della realtà economica dell’isola d’Elba.

Flessibilità. «La riforma garantisce una semplificazione e attenua i vincoli per le assunzioni – fa presente il direttore di Confindustria – le novità rendono il mercato del lavoro più flessibile e non più precario. Il dato nazionale parla già di 93mila nuovi contratti siglati dalle aziende italiane. Per la prima volta il governo ha deciso di spostare le risorse dagli ammortizzatori sociali a un obiettivo più strutturale, che è quello degli incentivi alle assunzioni. La flessibilità, per un’economia elbana a carattere stagionale, è uno strumento fondamentale». Uno strumento, appunto. Che per poter funzionare in modo efficace deve agire in un contesto economico favorevole.

«Non più un appendice». Insomma, per assumere le imprese devono necessariamente ritrovare la voglia e le condizioni per poter investire.

«Con un po’ di fatica lo scenario economico sta migliorando – spiega il direttore di Confindustria – ma credo che si debba fare di più affinché l’Elba diventi parte integrante dell’economia provinciale e non solo un bel posto dove poter piantare gli ombrelloni in estate. Ci sono delle capacità imprenditoriali che debbono essere valorizzate e delle potenzialità, a partire dalla nautica fino all’aeroporto, che si possono sfruttare». Ma per essere collocata in una posizione più centrale dal punto di vista delle strategie di sviluppo economico regionali l’Elba, secondo Confindustria, deve lavorare - e molto - su se stessa. Come? Cancellando alcuni difetti cronici che ne hanno condizionato la crescita.

Requisiti mancanti. «La frammentazione istituzionale, politica, urbanistica e la lentezza da parte delle pubbliche amministrazioni nel compiere scelte è un problema storico per l’isola – commenta il direttore di Confindustria Livorno Umberto Paoletti – un freno per le imprese che vogliono investire e per la crescita delle aziende locali. Superare le lentezze burocratiche e cancellare qualsiasi forma di resistenza al cambiamento è un passo indispensabile che l’isola deve compiere».

Continuità territoriale. I costi sono un handicap per le imprese sull’Elba. Costituiscono un disincentivo per le aziende che vengono da fuori e rendono poco competitive le imprese elbane. «Tema cruciale, lo ribadiamo – spiega Paoletti – è lavorare ancora sulla continuità territoriale, sui prezzi dei traghetti. È assurdo che, dopo anni, si continui ancora a parlare dei problemi di coincidenze per i pendolari».

Waterfront. «Un esempio che rende l’idea di come si deve superare la resistenza al cambiamento». Paoletti definisce così il progetto del Porto Cantieri, dopo l’empasse costituito dalla necessità da parte di Esaom di dover ripresentare in Regione la procedura di Via. «La Regione è responsabile del procedimento – spiega – se ci sono stati dei problemi debbono essere superati, Il progetto è un’opportunità per lo sviluppo di settori strategici come la nautica e la cantieristica, ne abbiamo parlato per sette anni. Offre opportunità interessanti anche dal punto di vista occupazionale. Quel porto ha tutte le carte in regola per rappresentare uno dei cambi di passo necessari per l’Elba».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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