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Magona, stop all’uso di acqua di falda

Prelievi in mare, martedì s’inaugura l’impianto di osmosi

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PIOMBINO. Martedì prossimo all’interno dello stabilimento Arcelor Mittal Magona verrà inaugurato l’impianto di osmosi che permetterà all’azienda di abbandonare completamente l’utilizzo di acqua di falda, prelevandola direttamente dal mare.

«L’impianto – dice una nota dell’Arcelor Magona – grazie all’impiego delle migliori tecnologie disponibili nel settore del trattamento e recupero delle acque, produrrà con processo di osmosi inversa acqua industriale da utilizzare nei cicli produttivi di stabilimento. Questo nuovo approvvigionamento, produce l’azzeramento dell’estrazione di acque sotterranee e l’annullamento del conseguente impatto ambientale».

L’acqua che alimenta l’impianto di osmosi è prelevata dal mare davanti allo stabilimento, all’interno della zona portuale di Piombino. Il processo prevede un pretrattamento costituito dall’unità di filtrazione autopulente su due stadi di diverso grado, seguita da una sezione di ultrafiltrazione. L’acqua in uscita dal blocco di pretrattamento alimenta l’impianto di osmosi inversa. La stessa sezione di osmosi è anch’essa suddivisa in più unità disposte in successione al fine di raggiungere gli obiettivi fissati per la qualità dell'acqua in uscita. L’intero impianto lavora in funzione dell’effettivo fabbisogno di acqua in stabilimento, consumando energia e prodotti in base alla necessità. Tutte le principali operazioni sono automatiche, al personale è affidato il monitoraggio dei parametri di processo.

La conduzione è affidata alla stessa società fornitrice: la Bernardinello Engineering, una delle più importanti società italiane che operano nel settore del trattamento, recupero e il riutilizzo delle acque. «Un analogo rapporto di collaborazione – conclude l’azienda – era ra già stato intrapreso in passato per la fornitura d’idrogeno con la società Sapio, ottenendo ottimi risultati».

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