Il presidio
Cevital, trattativa in un vicolo cieco
Farid Tidjani gela le attese: «Abbiamo sempre detto che avremmo riassunto 1860 persone». Nuovo confronto il 29
PIOMBINO. "Non capisco perché ci sono tutti questi problemi. Noi dall’inizio abbiamo detto 1860 perché abbiamo fatto i nostri conti, inutile prendere 2200 persone per chiudere l’anno prossimo, meglio 1860 adesso, e fra due anni magari saranno 3000".
Con questa dichiarazione sui numeri dei lavoratori ex Lucchini da riassumere, l’amministratore delegato di Cevital, Farid Tidjani, nel pomeriggio di giovedì 23 ha stoppato sul nascere quasiasi ipotesi di trattativa, che se nei giorni scorsi era stata definita in salita dai sindacati, ora è praticamente arenata.
Una dichiarazione fatta a Rai3 che di fatto ha reso inutile il confronto, appena poche ore dopo, tra Fim, Fiom, Uilm e i rappresentanti dello studio legale a cui si è affidato il gruppo algerino, e a cui Tidjani infatti non ha partecipato.
Così l’incontro, nel quale i sindacati hanno ribadito la propria posizione, è stato brevissimo, e le parti hanno deciso di prendere una pausa di riflessione, convocando un nuovo confronto per mercoledì 29. Pochi giorni che serviranno a capire se, come sembra naturale arrivati a questo punto, sarà necessario far intervenire nella trattativa i segretari nazionali con un coinvolgimento diretto anche del Governo.
Il sindacato chiede la riassunzione di tutti i 2200 dipendenti, ma la trattativa non decolla per la difficoltà di trovare un possibile compromesso, legato ad esempio ad impegni scritti sulla ricollocazione in tempi prefissati in una delle attività della holding Cevital, della parte di lavoratori considerati in esubero, che potrebbero per un periodo restare in carico all’amministrazione straordinaria.
Non sembra far breccia poi nemmeno la notizia che l’allungamento dei contratti di solidarietà sino alla firma del contratto definitivo – confermato ieri dal ministero del Lavoro – non bloccherà la possibilità di ripartire da zero con questo ammortizzatore sociale una volta definita la cessione dello stabilimento a Cevital.
Se dunque il prossimo confronto è per il 29, slitterà alla settimana tra il quattro e il nove maggio l’incontro al Mise per la presentazione della versione definitiva del Piano industriale.
Giovedì intanto, prima della ripresa della trattativa, si sono svolte le assemblee in fabbrica, a cui secondo fonti sindacali hanno partecipato complessivamente circa 800 lavoratori. Pochissimi i voti a favore (appena 19 con 17 astensioni secondo Fim, Fiom e Uilm) del documento presentato da un gruppo di lavoratori che chiedeva una svolta nell’azione del sindacato, proponendo come soluzione estrema la riacquisizione della ex Lucchini da parte dello Stato.
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