Ancora catene sui sentieri di Galenzana e Salandri
Ennesima denuncia di Legambiente Arcipelago toscano: "Il sindaco Lambardi faccia qualcosa"
MARINA DI CAMPO. Ancora catene sui sentieri di Galenzana e Capo Poro, che erano stati invece riaperti agli escursionisti. Lo segnala Legambiente Arcipelago Toscano che ha raccolto alcune segnalazioni prevenienti dagli amatori del trekking. Non solo, chiusura di sentieri ma anche presenza di un veicolo privato con a bordo dei lavoranti. Ce n’è abbastanza per scrivere una lettera di denuncia al sindaco di Campo Lambardi.
«Oltre ad aver invaso più volte proprietà private – si legge nella lettera - i suddetti signori continuano a lasciare ammucchiata la vegetazione tagliata che potrebbe rappresentare un forte rischio in caso di incendio, sia nello storico sentiero per Capo Poro sia in quello costiero per Galanzana e i Salandri, chiuso dagli stessi personaggi nel 2014 e per il quale, nonostante le continue sollecitazioni di questa associazione, non si è voluto riaprire».
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La denuncia è circoscritta della presidente del Cigno Verde isolano Maria Frangioni: «Questi signori entrano senza alcun permesso nelle altrui proprietà, tagliando anche vegetazione protetta e realizzando nuovi percorsi, e intanto chiudono sentieri esistenti privatizzandoli e spostano il percorso verso tracciati ampliati in maniera più che dubbia e danneggiando vegetazione e muretti a secco». «Ma l’intervento che si sta portando avanti tra Galenzana e Capo Poro – domanda Frangioni al sindaco Lambardi – è stato in qualche modo autorizzato? Quale è la classificazione della sentieristica dell’area? Vi sono autorizzazioni a percorrerla con mezzi a motore e lungo quali percorsi? Il Comune di Campo nell’Elba, in accordo con il parco, intende o no classificare e riqualificare la sentieristica dell’area, sia per consentirne la sola fruizione escursionistica sia – conclude Legambiente - per ripristinare i percorsi spostati o impropriamente chiusi/privatizzati?».
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