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Agente picchiato da un detenuto

Il carcere di Porto azzurro
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Il carcere di Porto azzurro

Il caso di violenza denunciato dal Sappe: «A Porto Azzurro situazione gravissima, vogliamo lo spray anti aggressioni»

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PORTO AZZURRO. Alta tensione nel carcere di Porto Azzurro, dove la mattina del 16 aprile un detenuto straniero, di nazionalità tunisina, ha aggredito uno degli agenti di polizia penitenziaria in servizio in una sezione del terzo padiglione detentivo. A darne notizia è sindacato Sappe. «Il detenuto era stato fatto uscire dalla cella per consentirgli di fare la doccia - spiega il segretario generale del Sappe Donato Capece - trascorso molto tempo dall'uscita dalla cella ed essendovi anche altri detenuti che dovevano lavarsi, l'agente lo ha richiamato, senza sortire effetti. A seguito di ulteriori richiami il detenuto si è avventato contro il collega, scaraventandolo a terra e facendogli sbattere la testa a terra più volte. Il collega è rimasto ferito e si è reso necessario accompagnarlo al pronto soccorso dell'ospedale di Portoferrario, da dove è stato dimesso con una prognosi di 9 giorni. A lui va la nostra solidarietà».

Il sindacato si rivolge al ministro della Giustizia Orlando e ai vertici dell'amministrazione centrale: «Sono anni che sollecitiamo di dotare le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria di strumenti di tutela efficaci, come può essere lo spray anti aggressione recentemente assegnato - in fase sperimentale - a Polizia di Stato e Carabinieri. Sono decine e decine le aggressioni subite da poliziotti penitenziari in carcere dall'inizio dell'anno. Cosa aspettano il Ministro della Giustizia Andrea Orlando e il capo DAp Santi Consolo ad adottare adeguati provvedimenti per garantire la sicurezza e la stessa incolumità fisica degli agenti che lavorano in carcere?». Pasquale Salemme, segretario regionale Sappe per la Toscana, evidenzia che, nei dodici mesi del 2014, nel carcere di Porto Azzurro si sono contati "tre tentati suicidi di altrettanti detenuti, sventati in tempo dalla Polizia Penitenziaria, 34 episodi di autolesionismo (ingestione di corpi estranei, chiodi, pile, lamette, pile, tagli diffusi sul corpo e provocati da lamette), 16 colluttazioni. Quello di Porto Azzurro è un carcere abbandonato a se stesso, senza un direttore titolare, con funzionari di polizia penitenziaria assenti perché distaccati in altre sedi o in congedo, e il comando del Reparto di Polizia affidato ad un Ispettore».

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