Il presidio
Il sindacato avverte Cevital: «Vogliamo tutti dentro»
In piazza il sindacato annuncia l’avvio del difficile confronto sull’occupazione. Giuliani: nessun trionfalismo, ma il Piano è logico per i tempi e gli investimenti
PIOMBINO. In 400 si sono radunati in piazza Gramsci venerdì pomeriggio per ascoltare il sindaco Massimo Giuliani e i sindacati che hanno fatto il punto sulla situazione Cevital dopo l’incontro di giovedì al Mise.
Non molta gente, dunque, per quella che era stata annunciata come un’assemblea e che invece – tra il malumore di un gruppo di lavoratori che aveva chiesto un confronto pubblico – è risultato semplicemente un comizio.
In piazza Fim, Fiom e Uilm così come il sindaco, hanno invocato unità d’intenti. Perché il Piano della Cevital per ora è un progetto che va riempito di contenuti, come del resto pur dando un giudizio positivo anche il Governo ha sottolineato concedendo altri 20 giorni alla società algerina per metterlo a punto nei dettagli.
Il fatto è che se il giudizio del governo è appunto di un piano «solido» tocca ora al sindacato provare a raggiungere un accordo con l’azienda indispensabile per la firma del contratto d’acquisto, slittato comunque alla fine di maggio. E un accordo – hanno avvertito i sindacati, che lunedì 13 inizieranno il confronto con Cevital – non è scontato perché, solo per citare i due nodi più significativi, si parte da una differenza sostanziale nel numero dei riassunti (1860 contro 2200), e perché i contratti aziendali, azzerati da Cevital, vanno ridiscussi da capo.
«Era importante fare un’assemblea per condividere la situazione con la città che ci ha sempre sostenuto – ha detto il segretario della Fim, Fausto Fagioli – il Governo giudica positivamente il piano di Cevital, ma bisogna sapere che trovare un accordo non sarà facile».
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«Saremo sempre al fianco dei sindacati, anche nella contrattazione se servirà – ha detto Massimo Giuliani – Siamo qui perché il territorio è stato unito, lavoratori, cittadini, sindacati e istituzioni. Nessun trionfalismo, perché Piombino sarà un modello quando tutti saranno al lavoro, ma certo siamo un modello per come abbiamo progettato, sempre in modo unitario, il nostro sviluppo. Al Mise si è percepita la concreta volontà di ripartire, ora andiamo verso un nuovo sviluppo che viene dalle lotte ma anche dalle idee di un gruppo industriale dinamico, che ha un Piano logico nelle tempistiche e della sostenibilità finanziaria. Ci sono passi avanti e prospettive in tempi medio-brevi, alla fine sono convinto che il saldo occupazionale sarà positivo».
Giuliani ha spiegato anche che c’è da lavorare, ad esempio sull’energia: «a breve ci sarà un tavolo su questo tema che interessa anche le altre aziende locali, e ci sono altre questioni da risolvere come le concessioni demaniali ma credo che in pochi giorni Cevital possa mettere nel Piano i numeri che mancano».
Anche per Vincenzo Renda (Uilm) «è un bene che ci sia un Piano, ma aspettiamo a vedere quale sarà l’ultima versione. Certo noi lo valuteremo positivamente solo se sarà risolto il problema di tutti i lavoratori».
Da parte di Luciano Gabrielli (Fiom) è arrivato una sorta di monito a Issad Rebrab: «Siamo stati dalla sua parte quando voleva comprare perché preferivamo il suo progetto a quello di Jindal – ha ricordato – ma ora per noi è semplice imprenditore. E deve sapere che noi tuteliamo tutti, nessuno deve restare indietro. Per questo l’esito del confronto non è scontato. In questo momento si deve andare avanti con i contratti di “solidarietà”, però deve essere chiaro che non abbiamo mai chiesto ammortizzatori a prescindere, ma solo lavoro, pensando non solo ai dipendenti Lucchini ma anche a quelli delle imprese, quasi tutte con la cig in scadenza».
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