A Rio Marina il funerale di Lorenzo
L’avvocato ucciso in tribunale sarà seppellito accanto al nonno Virgilio. La madre: «È morto perché non era una marionetta»
RIO MARINA. «Mio figlio è stato ucciso perché non ha accettato di essere una marionetta in mano al suo clienti». Alberta Brambilla Pisoni era visibilmente commossa durante l’assemblea dell’Anm, convocata in seguito alla strage di Milano. La strage che ha portato via suo figlio Lorenzo Alberto Claris Appiani. Un trauma collettivo che ha sconvolto anche Rio Marina, paese a cui la famiglia è particolarmente attaccata. Non a caso - la notizia è emersa in queste ore - i genitori dell’avvocato ucciso a Palazzo di Giustizia hanno deciso di portare la salma all’Elba. I funerali si terranno a Rio Marina, in una data ancora da definire. Dopo che sarà effettuata l’autopsia disposta dall’autorità giudiziaria milanese (in programma lunedì) e la salma sarà rimessa a disposizione della famiglia. Per Rio Marina, il giorno del funerale, sarà dichiarato il lutto cittadino. Lorenzo sarà seppellito vicino al nonno Virgilio nel cimitero comunale del paese elbano.
Lorenzo Claris Appiani aveva solo 13 anni quando girava per Rio Marina con i quotidiani sottobraccio, amava trascorrere i martedì dell’estate elbana al Club 64, dove era prevista la serata dedicata ai revival degli anni Settanta, mentre il suo mito di allora era l’allenatore del Milan Arrigo Sacchi, che «vedeva come riferimento esistenziale», dicono gli amici dello Scoglio.
Avvocato, 37 anni, è stato ucciso a Milano per mano del suo ex cliente Claudio Giardiello. Una strage che ha sconvolto Rio Marina, paese che amava Lorenzo. Da vent’anni a questa parte frequentava il solito gruppo di amici, da settembre a luglio sparsi in lungo e in largo per l’Italia, ma che d’estate si ritrovavano all’Elba e facevano quasi le stesse cose di un tempo. Si sono conosciuti giocando a pallone sugli Spiazzi, nella zona del porto, e per l’ultima volta si erano rivisti a ottobre, quando uno dei “riesi di fori” aveva scelto di sposarsi proprio all’Elba, invitando “Il conte”, così veniva chiamato Lorenzo sia per le origini nobiliari che per «quella sua dedizione solerte e quel distacco autorevole che aveva fin da giovane», ricordano gli amici.
E i piaggesi in lui non risparmiavano nemmeno la tipica simpatia isolana. Negli anni successivi alla discesa in campo di Silvio Berlusconi, Lorenzo Alberto Claris Appiani, da molti veniva soprannominato “Il Berlusca”. Lo identificavano così, nel paese più a sinistra di tutta l’isola, per via della sua simpatia politica.
Martire della sua professione. Secondo Nicola Calocero, originario di Rio Marina e da circa 15 anni trapiantato a Roma dove lavora nel mondo dello spettacolo, Lorenzo «amava moltissimo la sua professione, tanto che ne è diventato un martire». «Credeva molto nella giustizia, nell’economia, nella civiltà e nella politica – spiega – ed era veramente una persona particolare: quando era Milano portava sempre con sé un pezzetto di Rio Marina, mentre quando era qui portava un pezzetto di Milano. Il punto di vista dell’isolano lo rendeva privilegiato, noi lo sappiamo bene. Era una persona molto generosa e amava il confronto sereno».
Lacona la spiaggia preferita. Il ritratto che fanno gli amici di Lorenzo è quello di un ragazzo tranquillo e riservato, che non di rado prendeva l’asciugamano e se ne andava in spiaggia da solo, lontano dal frastuono della quotidianità. «La sua spiaggia preferita era Lacona, mentre negli ultimi anni frequentava le Fornacelle, sul versante riese – racconta Francesco Rossi, che ha conosciuto Lorenzo una ventina di anni fa –. Affittava il lettino proprio lì e pranzava al ristorante dell’arenile».
Sacchi il suo idolo. Grande tifoso del Milan, Lorenzo Claris Appiani non venerava i calciatori, ma Arrigo Sacchi. «Era la sua divinità – ricorda Nicola Calocero – e quando ce lo diceva rimanevamo un po’ stupiti, visto che a quell’età apprezzi più il calciatore, il cannoniere, che il mister. Invece lui apprezzava l’allenatore che innovava il gioco del calcio, perché Sacchi è stato un innovatore».
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