Il Tirreno

Almeno due anni per la nuova sentenza

di Stefano Taglione

I legali esperti in appalti pubblici Golini e Calugi delineano lo scenario nel caso di un ricorso (già annunciato) di Tdn

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PORTOFERRAIO. «Il provvedimento della Regione appare congruamente motivato, anche in relazione ai principi giurisprudenziali richiamati, ma una risposta definitiva potrebbe essere data soltanto dopo l’esame di tutti i documenti relativi ai requisiti in questione». In caso di ulteriori ricorsi potrebbero volerci «due mesi per la decisione della domanda cautelare e circa un anno per la sentenza davanti al Tar. Altrettanto per il Consiglio di Stato».

A parlare sono due esperti di appalti pubblici e di diritto amministrativo: gli avvocati Paolo Golini e Giovanni Calugi dello studio associato Gesmundo - Golini - Calugi di Firenze, da noi già intervistati oltre un mese fa proprio per fare luce sulle possibili conseguenze dovute alla sentenza del Consiglio di Stato a favore di Toscana di Navigazione.

All’indomani della decisione della Regione, Toscana di Navigazione ha annunciato un nuovo ricorso al Tar. È possibile appellarsi nuovamente al tribunale regionale amministrativo? «Senz’altro. Il termine per presentare il ricorso è di trenta giorni dalla conoscenza del provvedimento negativo».

Secondo il vostro parere esistono motivi fondati per fare ricorso?

«Il provvedimento appare congruamente motivato, anche in relazione ai principi giurisprudenziali richiamati: una risposta definitiva potrebbe essere data soltanto dopo l’esame di tutti i documenti relativi ai requisiti in questione».

Quanto tempo potrebbe passare prima di una nuova sentenza?

«Due mesi per la decisione della domanda cautelare e circa un anno per la sentenza davanti al Tar. Altrettanto per il Consiglio di Stato».

Come mai la verifica dei requisiti è stata fatta solo dopo l’aggiudicazione?

«Dal decreto della Regione sembra che l’amministrazione si fosse riservata di effettuare la verifica dei requisiti dopo l’aggiudicazione provvisoria (all’epoca disposta ovviamente a favore di Moby e non di Toscana di Navigazione ndr). L’articolo 11, comma 8, del Codice dei contratti precisa addirittura che “l’aggiudicazione definitiva diventa efficace dopo la verifica del possesso dei prescritti requisiti”».

Se fra qualche anno un’eventuale sentenza amministrativa dovesse dare ragione a Toscana di Navigazione, che cosa potrebbe succedere?

«Dovrebbe essere eseguita la sentenza del Consiglio di Stato favorevole a Toscana di navigazione. Secondo la giurisprudenza il subentro in un rapporto di durata dovrebbe avere un’efficacia uguale a quella originariamente fissata. È quindi ragionevole pensare alla stipula di un nuovo contratto con Toscana di Navigazione della durata di dodici anni, come previsto dal bando. Le condizioni contrattuali potrebbero essere rinegoziate in relazione al fatto che nel corso del tempo la società oggetto della privatizzazione ha posto in essere scelte imprenditoriali rilevanti; la flotta, ad esempio, dal 2011 ha subito delle modifiche. Se ci fosse il subentro, Moby avrebbe delle poste attive e passive da discutere con la Regione. Si tratta di un rapporto con una complessità economico-imprenditoriale tale che le semplici restituzioni non ricostruirebbero l’equilibrio fra Regione e Moby e fra Regione e Toscana di Navigazione. La compagnia guidata da Vincenzo Onorato lascerebbe una società diversa da quella che ha comprato e quella di Del Giudice troverebbe un’azienda differente da quella per la quale ha concorso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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