Scoperta la filiera elbana dell’hashish
Cinque persone arrestate dalla Finanza: in otto mesi hanno portato da Torino sull’isola quasi quaranta chili di droga
PORTOFERRAIO. Un metodo curato nei minimi particolari. I panetti di hashish nascosti dentro la ruota di scorta dell’auto. Poi la partenza da Torino per l’Isola d’Elba. Come una vacanza. La droga viene consegnata ai complici dell’isola e immessa nel mercato, distribuita a centinaia di giovani elbani.
Una filiera vera e propria dell’hashish che gli agenti della Guardia di Finanza di Portoferraio hanno scoperto al termine di un’indagine andata avanti per tutto il 2014.
Lunedì (la Finanza ha reso nota l’operazione solo ieri) la chiusura del cerchio, con quattro ordini di custodia cautelare e un obbligo di dimora disposti dal giudice delle indagini preliminari della Procura, Antonio Pirato, nei confronti dei protagonisti della vicenda. Due gli elbani indagati che sono finiti in carcere: si tratta di Michele Rago, 35 anni residente a Capoliveri, e Marco Ferretti, 37 anni di Portoferraio.
L’obbligo di dimora è scattato ai danni di Marco Montanelli, 36 anni residente a Portoferraio che era stato arrestato dalla Finanza lo scorso novembre, trovato in possesso di 19 chili di hashish, suddivisi in ben 189 panetti pronti per essere immessi nel mercato elbano. In manette sono finiti anche due torinesi, di cui non siamo in grado di fornire le generalità, di 38 e 46 anni: i due che si occupavano del trasporto della droga dal capoluogo piemontese fino all’isola d’Elba. Dovranno difendersi tutti dall’accusa di traffico di sostanze stupefacenti.
L’indagine, condotta dal sostituto procuratore del Tribunale di Livorno, Fiorenza Marrara, trae origine da un’operazione compiuta dalla Guardia di Finanza di Portoferraio nel 2013, che svelò una preoccupante attività di spaccio di droga nelle scuole superiori di Portoferraio.
Il monitoraggio costante di alcune delle persone sospettate dagli agenti della Finanza è servito, tassello dopo tassello, a ricostruire fin nei dettagli il canale di approvvigionamento dell’hashish in tutta l’Elba. Allo stesso modo i finanzieri hanno chiarito i ruoli dei vari personaggi sospettati, anche grazie al ricorso alle intercettazioni telefoniche.
La Finanza ha ricostruito il meccanismo utilizzato per portare hashish all’Elba. Il sistema per eludere i controlli delle forze dell’ordine consisteva, secondo gli investigatori, nel nascondere l’hashish nelle ruote di scorta delle automobili usate per portare i panetti di hashish da Torino fino all’Isola d’Elba.
Una volta arrivata sull’isola, la droga veniva estratta dalle ruote e custodita in un luogo considerato sicuro, per poi essere spacciata. In particolare tra i giovani residenti sull’isola. Ma nel novembre del 2014 il meccanismo si è rotto. In maniera definitiva.
Le Fiamme Gialle, infatti, hanno sequestrato la partita di hashish, 19 chili 189 panetti pronti per lo spaccio. Secondo le stime dei finanzieri la vendita al dettaglio della sostanza stupefacente sequestrata avrebbe fruttato circa 150.000 euro.
A quel punto le indagini si sono fatte più stringenti e hanno portato alle ordinanze di custodia cautelare di lunedì, ai danni degli elbani Rago e Ferretti, oltre ai due torinesi. I finanzieri hanno accertato come, tra marzo e agosto 2014, alcuni dei cinque indagate dalla Procura sarebbero riusciti a portare all’isola d’Elba altri 20 chili di hashish, oltre ai 19 chili sequestrati lo scorso novembre.
Soddisfazione alla Guardia di Finanza di Portoferraio per la conclusione di un’operazione antidroga complessa che per molti mesi ha impegnato gli agenti in forza al comando di Portoferraio.
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