Il Tirreno

Concessioni marittime, verso una soluzione

di Cristiano Lozito

Ripristino e potenziamento del pontile Lucchini in attesa della nuova banchina Oggi al Phalesia il convegno sulla siderurgia con Rebrab, De Vincenti e Nardi

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PIOMBINO. L’individuazione di una possibile soluzione al problema delle concessioni marittime per Cevital, una delle questioni più complesse che si sono aperte col nuovo piano di ripartenza dell’area a caldo, è la nota positiva che ha fatto da preludio al convegno di oggi al Phalesia (interventi dalle 9,30, tavola rotonda alle 15,30).

Soluzione su cui si dovrà lavorare ma che ha dato un po’ di ottimismo dopo l’incontro che ieri mattina si è tenuto tra il commissario dell’Autorità portuale, Luciano Guerrieri, il sindaco Massimo Giuliani, il commissario straordinario della Lucchini, Piero Nardi, Issad Rebrab, presidente della Cevital, e tecnici Lucchini: la soluzione per cogliere l’esigenza della Cevital e allo stesso tempo evitare interferenze con altre concessioni (quelle del polo di rottamazione e quella della General Electric), secondo fonti qualificate consiste dunque nel ripristino e nel potenziamento del pontile Lucchini, col dragaggio a 15 metri, finché non verrà realizzata la nuova banchina.

Il convegno di oggi al Phalesia (“Acciaio, nuove sfide”) avrà tra i partecipanti tutti i protagonisti della vicenda Lucchini e i maggiori esperti del settore: Issad Rebrab, Piero Nardi, Massimo Giuliani, Luciano Guerrieri, il professor Carlo Mapelli (docente al Politecnico di Milano e presidente dell’Associazione italiana di metallurgia, che insieme a Siderweb ha collaborato col Comune all’organizzazione del convegno), Antonio Gozzi, presidente di Federacciai, la sottosegretaria all’Ambiente, Silvia Velo, Emanuele Morandi, presidente di Siderweb e il viceministro dello Sviluppo economico, Claudio De Vincenti.

Incerta ancora la partecipazione dei sindacati, che comunque intorno alle 12 incontreranno De Vincenti, allo scopo di chiedere il massimo impegno del governo per favorire in tempi rapidi una soluzione che porti alla firma del contratto – attesa per il 3 maggio – da parte di Rebrab. Unico modo per scongiurare lo stop ai contratti di solidarietà e la cassa integrazione.

La preoccupazione di Fim, Fiom e Uilm è stata espressa ieri da un comunicato, decisamente critico sul propagarsi di voci contrarie alla riattivazione dell’area a caldo, ultima in ordine di tempo quella di Spirito Libero. «Riteniamo fondamentale che il 9 aprile al Mise – dicono i sindacati – la Cevital presenti in maniera dettagliata il proprio piano, e tutti i ministeri e le istituzioni coinvolte si adoperino per chiudere subito la vicenda».

Tutto ciò perché «è ormai chiaro che il piano industriale prevede la siderurgia con l’altoforno, l’agroindustriale e la logistica, settori legati tra di loro, senza possibilità di singole realizzazioni per escluderne altre. Riteniamo quindi che nell’interesse della città e del lavoro si debba trovare l’equilibrio sia nell’assegnazione degli spazi portuali, sia nell’accelerazione dei permessi, chiaramente rispettando ambiente e sicurezza».

Ecco quindi che nella visione sindacale, «con le enormi difficoltà legate alla fine degli ammortizzatori sociali, tutti sono chiamati a fare uno sforzo propositivo nell’interesse generale. Le prese di posizione per interessi propri o settoriali possono essere consapevolmente o inconsapevolmente dannose. Con gli investimenti e i controlli giusti il rispetto dell’ambiente non è in discussione, creare paure e allarmismi non è costruttivo».

Dei nuovi progetti Cevital ha parlato ieri anche il sindaco Massimo Giuliani in apertura di consiglio comunale, riferendo i risultati dell’incontro del 19 al Mise, e la volontà espressa da Rebrab «di procedere con l’area a caldo e con la costruzione di un nuovo forno elettrico e a Ischia di Crociano, e di una nuova cokeria che verrà realizzata in futuro vicino all’altoforno, nella stessa area dove sarà spostata l’acciaieria, consentendo la liberazione di spazi significativi per la diversificazione logistica sul porto e per l’agroalimentare, con un investimento da un miliardo e 200 milioni».

Giuliani ha ribadito infine che «la compatibilità ambientale è un requisito fondamentale rispetto al quale non è pensabile recedere. Il Comune sarà quindi impegnato sia per i controlli ambientali sia sul piano di una nuova programmazione urbanistica legata ai nuovi scenari che si potrebbero prospettare con la liberazione di alcune aree interne allo stabilimento».

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