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Pino Strabioli porta in scena l'abito della sposa
Appuntamento sabato 28 marzo a Capiglia con la commedia ldiretta da Maurizio Panici
CAMPIGLIA . Nuovo appuntamento con il teatro a Campiglia. Sabato 28 marzo (alle 21,30), sul palcoscenico della sala del Concordi, andrà in scena, per la produzione Artè teatro stabile d’innovazione/Todi Festival, “L’abito della sposa” di Mario Gelardi, per la regia di Maurizio Panici e l’interpretazione di Pino Strabioli e Alice Spisa.
Protagonisti della rappresentazione sono Lucio, sarto di abiti militari, figlio a sua volta di un sarto, e Nunzia, giovane ricamatrice alla quale Lucio si rivolge in cerca di aiuto. Il sarto, ormai giunto alla mezza età, dopo un passato fatto di spostamenti lungo tutta la penisola,tanto da essere diventato un miscuglio di dialetti, si ritrova a dover cucire l’abito da sposa della figlia di un generale. Impegno difficile per lui, abituato a divise e uniformi, tanto da dover chiedere aiuto alla sartina Nunzia. Inizia così un incontro particolare, tra due anime diverse, che forse hanno in comune più di quanto all’inizio possa sembrare.
L’ambientazione è in Italia nel 1963: «E' l’anno del matrimonio di Ponti con la Loren, della visita in Italia di Kennedy, della scandalosa love story tra Teddy Reno e Rita Pavone, della tragedia del Vajont – si legge nella nota allo spettacolo, che conta anche le scene e costumi di Alessandro Chiti, e le musiche di Paolo Vivaldi – Alto-basso, rosa-nero, le vicende si alternano nel paese come anche nella vita di Lucio.
Sarto di abiti militari, figlio di un sarto di abiti militari, ha girato tutta l’Italia con i genitori e ora parla un dialetto che è un miscuglio di molte lingue; è un uomo di mezza età, un po’ irascibile, dai modi spicci e diretti. Per cucire l’abito da sposa per la figlia di un capitano è costretto ad assumere una giovanissima sartina, timida e silenziosa, con la quale divide la sua sartoria. È l’occasione di un incontro e la scoperta reciproca di due vite. Tra la passione per le canzoni di Rita Pavone e le ritrosie della giovane Nunzia si snoda con leggerezza il racconto piccolo e semplice del mondo di due persone e, al contempo, anche quello del mondo fuori, quello di un’Italia alle prese con la Storia».
Info: segreteria del teatro Concordi 0565. 837028.
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