Il Tirreno

«Qui ci sono le condizioni per fare impresa»

La soddisfazione di Guerrieri, commissario dell’Authority: sulle nostre banchine ancora grandi spazi disponibili

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Luciano Guerrieri, commissario dell’Autorità portuale, si gode finalmente una giornata segnata dalla grande soddisfazione per i primi risultati concreti che vanno a premiare il suo lavoro e quello dell’Authority piombinese.

Soddisfazione comprensibile, quella del commissario dell’Autorità portuale. Perché, certo in virtù dei consistenti finanziamenti pubblici, l’Authority è andata davvero di corsa prima per provare a intercettare la possibilità di effettuare i lavori di smantellamento della Concordia, e poi, svanita quell’opportunità, per fare comunque il più presto possibile a completare gli interventi con l’obiettivo di dare massima competitività al porto piombinese.

«Beh, certo che sono soddisfatto – spiega Guerrieri, di ritorno da Firenze – vedendo come soggetti del nostro settore, e della portata delle società presentate oggi a Firenze, abbiano individuato il porto di Piombino come un luogo in cui sono presenti tutti gli elementi per fare impresa a grandissimi livelli».

Un risultato che peraltro secondo Guerrieri «non era affatto scontato. Ma gli interventi sul nostro porto ora ci consentono di ambire a un grande traguardo: noi aspiriamo a rendere il porto di Piombino come un centro logistico straordinariamente innovativo dal punto di vista tecnologico. Tutto ciò puntando all’ottenimento dei massimi requisiti ambientali, ad esempio il polo di rottamazione consentirà di riciclare circa l’80 pe cento del materiale, considerando anche gli obiettivi diversificati del porto, come ad esempio quello del turismo crocieristico».

Col progetto del polo di demolizione - che potrebbe impiegare tra gli 80 e i 200 addetti a demolizione, a seconda della grandezza della nave e che potrebbe vedere le prime navi in porto alla metà del 2016 - e con quello della General Electric «si occuperanno complessivamente circa 300mila metri quadrati di banchine – spiega il commissario dell’Autorità portuale piombinese – ma restano a disposizione grandi spazi, ad esempio quelli per Cevital e altri ancora che interessano varie aziende».

Ci sono infatti anche altre società importanti che puntano a ottenere degli spazi sul porto piombinese, come Dalmine e Solmine.(cloz)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera