Il Tirreno

Ecomostro, un’altra estate tra macerie e incertezze

di Luca Centini
I resti dell'ecomostro di Procchio
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I resti dell'ecomostro di Procchio

Ancora al palo i lavori di messa in sicurezza del fosso di Vallegrande. Non c’è l’accordo tra Comune e impresa su cosa realizzare dopo la demolizione

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PROCCHIO. Le ruspe hanno fatto il loro dovere due anni fa. Hanno attaccato il simbolo delle cementificazione selvaggia, abbattuto lo scheletro di cemento armato e ferraglie ai piedi della valle di Procchio, a pochi passi dal mare. L’ecomostro non c’è più, ormai è un dato acquisito. Ma tra ritardi, complicazioni burocratiche e mancati accordi politici, la frazione di Marciana non è ancora riuscita a voltare pagina davvero. E quella che sembrava un’occasione di rilancio dopo lo scandalo di Elbopoli, rischia andare persa tra ritardi e incertezze. Procchio si appresta a passare la seconda estate senza l’ecomostro, ma con ancora le sue macerie in bella vista. E i cantieri fermi.

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Il primo lotto.
«Il cantiere partirà nel giro di pochi giorni». Era stata l’amministrazione comunale di Marciana ad annunciare il via ai lavori, il primo lotto del maxi intervento di messa in sicurezza del fosso di Vallegrande. Eravamo a novembre. Da allora, però, il Genio civile e le ditte non sono ancora entrate nel vivo dei lavori per la sistemazione del fosso dalla strada provinciale fino al mare, passando dentro all'hotel del Golfo.
«Ci sono stati dei problemi di vario genere – commenta il sindaco di Marciana, Anna Bulgaresi – e i tempi non sono in linea con quanto ci aspettavamo. Sul primo lotto c’è un progetto definitivo approvato, i lavori sono stati affidati. Ma ad incidere sui tempi di intervento ci sono messe le difficoltà relative ad alcuni espropri. L’idea sarebbe quella di far partire il cantiere nei prossimi giorni, interrompendo i lavori nel corso della stagione turistica. Vediamo».

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Procedure lente.
Se gli espropri hanno messo i bastoni tra le ruote al primo lotto dei lavori, altri ritardi sono imputabili alla riorganizzazione delle competenze in seno alla Regione e al Genio civile. «Tutta la messa in sicurezza è passata al Genio civile – spiega Bulgaresi – il passaggio, così come alcune criticità legate al patto di stabilità, ha comportato dei ritardi». Anche per questo i lavori del primo lotto, dopo le verifiche del Genio civile e di altri enti interessati, sono sempre in una fase “preliminare”.

Il nodo ecomostro.
I lavori sulla via del mare sono in fase di stallo. Ma per quelli nell’area dell’ecomostro la faccenda si fa ancora più complicata. Due anni fa è iniziata la demolizione dell’ecomostro di Procchio (completata nell’autunno 2013), ad opera dell’impresa Giusti di Pistoia. La stessa, per intendersi, che quell’ecomostro l’ha tirato su.
La società detiene ancora i permessi a costruire e, nonostante l’esito della bufera giudiziaria di Elbopoli, non ha intenzione di abbandonare l’intervento urbanistico.

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Per farlo l’impresa ha bisogno di un accordo con il Comune di Marciana per un nuovo piano attuativo, ovviamente rispettoso dei canoni di messa in sicurezza. Ma, al momento, il piano attuativo (che passerà al vaglio anche della Regione e del Parco, oltre che del Comune) non è ancora stato approvato. Questo perché non c’è intesa sui contenuti dell’intervento urbanistico tra Comune e azienda. Inoltre, come un gatto che si morde la coda, qualsiasi scelta è bloccata dal momento che la messa in sicurezza non è partita e non è ancora chiaro quale sarà il percorso del fosso di Vallegrande. Certo che, alla luce di tutta la vicenda, attendere la messa in sicurezza con soldi pubblici (5.182.000 euro) per veder tirare su altri appartamenti, sarebbe una beffa bella e buona.

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