Il Tirreno

«Lascio la Croce Verde» Scoppia il caso Magagnini

di Luca Centini

La decisione in seguito alla bufera su Facebook che ha investito l'associazione La scintilla è stata la protesta di un dipendente per un trasporto sanitario negato

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PORTOFERRAIO. Il colpo di scena è arrivato al termine della conferenza stampa. Paolo Magagnini, da sedici anni presidente dell’associazione Croce Verde di Portoferraio, ha annunciato di volersi dimettere.

Alla base della decisione del coordinatore delle pubbliche assistenze elbane la bufera mediatica che si è scatenata, soprattutto su Facebook, a partire da venerdì sera. La pietra dello scandalo, se così si può chiamare, il mancato trasferimento di un paziente a bordo del traghetto Moby, in una giornata caratterizzata dal maltempo a cui è seguito uno sfogo, durissimo, del dipendente dell’associazione Alessio Bianchi nei confronti del comandante della Moby. Uno sfogo pubblicato su Facebook che Magagnini non ha condiviso nè sui contenuti, né sul metodo. Ma il popolo della rete non ha esitato a schierarsi con Bianchi, testimoniando la solidarietà nei confronti del dipendente e arrivando ad accusare Magagnini di essere «in mano ai poteri forti».

L’episodio. Il mancato trasferimento ha riguardato un paziente in dimissione dall’ospedale di Piombino che doveva rientrare a Portoferraio. Il dipendente aveva chiesto di poter imbarcare il paziente barellato nel garage della nave, ma il comandante Moby non ha acconsentito. Le condizioni del mare, tuttavia, hanno fatto in modo che l’attesa in banchina di un traghetto successivo della Toremar fosse più lunga del previsto. E il post su Facebook, durissimo nei contenuti e diventato virale sul social network, ha innescato la polemica. Magagnini, nel corso di una conferenza stampa convocata ieri pomeriggio, ha voluto chiarire quanto accaduto.

«Innanzitutto preciso come l’ambulanza non fosse guidata da un volontario, ma da un dipendente della nostra associazione, stipendiato per tutta la durata del servizio – spiega Magagnini – non ho timore a ribadire come la reazione nei confronti del comandante Moby sia stata scorretta, così come la pubblicazione su Facebook. Bianchi era in servizio, non era sul porto a titolo personale». Ma non è solo questo a non essere andato giù a Magagnini. «Abbiamo firmato un regolamento con la Moby, Toremar, Regione, Capitaneria di porto e con le altre istituzioni – spiega – la convenzione è chiara. Quando viaggiamo su Moby non possono stare in garage pazienti, se non in presenza di un medico o un infermiere che assumano la responsabilità nel caso in cui succeda qualcosa. Il paziente di venerdì era in dimissione, non sussisteva un’emergenza nel trasferimento. Nel caso specifico, inoltre, c’erano delle condizioni meteo particolari che sconsigliavano la permanenza del paziente in garage in presenza di numerosi camion».

Il problema dei trasferimenti dei pazienti a bordo delle ambulanze è un problema ricorrente, che torna alla ribalta soprattutto nei casi di maltempo. La decisione spetta al comandante del traghetto, come stabilito dal protocollo di intesa firmato in Regione. Le associazioni di volontariato più volte hanno fatto sapere come su Toremar sia regolarmente garantito il passaggio della ambulanze, meno su Moby. «Non voglio difendere nessuno – conclude il presidente della Croce Verde Paolo Magagnini, che ha negato ripercussioni per il dipendente della Croce Verde – tantomeno sto con i poter forti. Ma questo è il regolamento a cui hanno contribuito le stesse associazioni: è giusto rispettarlo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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