Il Tirreno

La Fiom chiede di sciogliere il nodo altoforno

L'altoforno di Piombino (foto Muzzi)
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L'altoforno di Piombino (foto Muzzi)

Faticanti: "Tempi dilatati da parte di Cevital, ma ora serve chiarezza"

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PIOMBINO. "Siamo di fronte ad una dilatazione dei tempi data dalla valutazione in corso, da parte di Cevital, se riaccendere o meno l'altoforno. Prendiamo atto di questa opzione sulla quale ci siamo già espressi in senso positivo ma in ogni caso questo nodo va sciolto al fine di andare velocemente alla definizione di un accordo che sancisca la ripartenza".

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Lo ha detto Mauro Faticanti, coordinatore Fiom-Cgil per la siderurgia, al termine dell'attivo dei delegati Fiom delle aziende della siderurgia che si tenuto giovedì 26 a Piombino.

Nell'ambito della discussione - si legge in una nota - stata evidenziata la necessità di tutti i siti produttivi di avere una politica tariffaria sui costi dell'energia uniformi per tutto il paese. Per quanto riguarda Cevital, qualora l'azienda dovesse decidere per la ripartenza dell'altoforno - prosegue Faticanti - "va previsto un adeguamento del piano industriale, sommariamente gi annunciato, garantendo comunque la realizzazione del polo della logistica, del polo agroindustriale e la realizzazione dei forni elettrici. Va definito un accordo sindacale che dia garanzie occupazionali per tutti i lavoratori. L'utilizzo eventuale di ammortizzatori sociali dovr privilegiare i contratti di solidariet e non accettabile una posizione che veda l'azzeramento di ogni voce salariale oltre i minimi contrattuali".

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