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Da prigione a luogo d’arte Le tante vite della fortezza
Portoferraio riconquista un suo pezzo di storia, abbandonato per anni all’incuria Costruito nel 1705 sotto Cosimo III, diventò Fort Saint Hilaire con Bonaparte
PORTOFERRAIO. Forte Inglese nasce come forte, inserito nel sistema difensivo di Cosmopoli insieme con le altre roccaforti di Saint Cloud e San Rocco. Poi si trasforma in prigione, quindi in appartamenti per famiglie bisognose, passando da atelier di pittori per finire il suo percorso con trasformarsi in un contenitore culturale che ospiterà mostre, convegni, incontri, spettacoli vari. Il nuovo indirizzo impresso al monumento, visto che oggi torna a essere disponibile per la comunità e gli ospiti.
Si conosce intanto la sua data di nascita: il 22 giugno 1705 il barone Alessandro del Nero, Governatore di Portoferraio scrive a Cosimo III che sono terminati i lavori del nuovo forte San Giovanni Battista. Ma il forte è vulnerabile: non c’è il fosso, la strada non è coperta e per di più lontana dal Corpo della Piazza, quindi facilmente prendibile dal nemico. Difatti, nella notte del 10 luglio 1796, 17 navi inglesi al comando dell’ammiraglio Nelson arrivano all’Elba. Un manipolo di soldati occupa il forte di San Giovanni Battista. Dopo l’ingresso nella città, per timore di un attacco francese, gli Inglesi intraprendono dei lavori difensivi cominciando a costruire un nuovo forte proprio sulle rovine del forte San Giovanni Battista. Ma dopo pochi mesi, gli Inglesi lasciano Portoferraio. Nel giugno del 1802 i Francesi entrano in possesso dell’Isola e iniziano a progettare miglioramenti delle opere difensive.
Nel 1806 viene eseguito un trinceramento alla gola del forte Inglese. Nel 1808 il forte viene ampliato. Napoleone da molta importanza a quest’opera militare alla quale ordina di cambiare il nome in Fort Saint Hilaire. Nella Restaurazione, il forte ritorna sotto il governo statale del Granducato di Toscana ma non è più conservato e presidiato. Nel 1865 il forte Inglese è in consegna al Ministero dell’Interno come “alloggio di domiciliati coatti”. Sin dal 1901, il Comune di Portoferraio inizia le pratiche con il Demanio per l’acquisto del forte. Durante la seconda guerra mondiale viene qui una batteria antiaerea. Dal dopoguerra fino agli anni ‘80 diventa sede abitativa per diverse famiglie bisognose di alloggio. Per vedere i primi investimenti pubblici per un suo recupero strutturale occorre attendere il 2011. Si parla di una spesa totale di un milione e 930 mila euro, con cui si realizzano due lotti. Il primo iniziato l’8 maggio 2011 e terminato l’ 11 giugno 2013 e il secondo iniziato il 12 marzo 2014 e terminato il 23 ottobre 2014. L’opera ha interessato una superficie complessiva di circa mq.600,00. Ma quali tesori conosciuti finora a pochi ha custodito in tutti questi anni. Vediamone alcuni che sono emersi durante le varie fasi di ripristino architettonico. Innanzitutto le due grandi cisterne nei sotterranei che raccolgono le acque della copertura e del cortile interno, al fine di garantire la sopravvivenza dei 150 soldati nel caso di un prolungato assedio. Internamente, poi, sono venuti alla luce frammenti di affreschi al piano primo, in uno dei locali dotati di caminetto e vano armadio. Al piano terra, negli stanzoni destinati a camerate dei soldati sotto uno spesso strato di recente pavimentazione, sono venuti alla luce i mattoni originali usurati, sui quali possiamo leggere l’antico passaggio dei soldati. Il corridoio e le stanze laterali hanno svelato, nascosto da uno strato di cemento, un pregevole basolato realizzato con pietre locali di colore rosa e grigio. Sono venuti alla luce dei graffiti di coatti imprigionati nelle celle del forte e i numeri delle celle dipinti sull’intonaco sopra gli ingressi.
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