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«Rafforzare l’ospedale elbano senza accorparlo con Piombino»
Bulgaresi spiega il progetto elaborato dalla conferenza dei sindaci in collaborazione con i comitati «Siamo un’area disagiata, servono servizi adeguati». Ma Luciano Rossi frena: «Ipotesi irrealizzabile»
PORTOFERRAIO. No alla rete con Piombino e Cecina, sì al rafforzamento dell’ospedale dell’Elba in quanto unico presidio di una zona disagiata. Un’operazione che si potrebbe raggiungere anche attraverso una sinergia con l’Azienda ospedaliero- universitaria pisana, che con la nuova riforma sanitaria entrerà nella stessa area amministrativa di Livorno (insieme a Lucca, Viareggio, Massa Carrara e all’Asl di Pisa). È quanto prevede il documento redatto dal sindaco di Marciana, Anna Bulgaresi, dopo aver ricevuto l’input dalla Conferenza dei primi cittadini elbani – la cui riunione prevista per mercoledì sera è stata rimandata – e l’aiuto della responsabile dei Comitati elbani riuniti, Marialuisa Chiappa.
Il documento – che dovrà essere condiviso – si regge su tre punti: il secco no alla rete ospedaliera Cecina - Piombino - Portoferraio, il riconoscimento del nostro presidio come struttura fondamentale e dai servizi irrinunciabili per la popolazione, visto che è situato su un’isola con tutti i problemi che questo comporta, e la proposta di una partnership con l’Aou pisana, che magari possa portare all’Elba specializzandi e giovani talenti della medicina. Al sindaco di Marciana non importa se l’ospedale di Portoferraio venga classificato come «presidio di prossimità» o «di base». «Il nocciolo della questione – sostiene la neo vicepresidente della Conferenza dei sindaci sulla sanità – sono i servizi erogati. E devono essere adeguati a una realtà disagiata come la nostra».
Per questo viene bocciata la rete con Cecina e Piombino. «Se il piano sanitario regionale prevede che noi isolani subiamo più disagi e sancisce quindi una nostra specificità, garantendoci più servizi – continua Bulgaresi – non vedo perché dovremmo farci utilizzare dai politici di Cecina e Piombino per i loro scopi. È chiaro che con una rete ospedaliera del genere sarebbero i nostri malati ad attraversare il canale. Non certo il contrario».
L’obiettivo – secondo quanto spiegato nel documento ora al vaglio delle otto amministrazioni – è che la Regione riconosca nel concreto i disagi patiti dagli elbani. «Per inseguire quest’obiettivo ci muoveremo su più livelli – commenta Bulgaresi –: con l’Asl, la Regione e con il ministero della Salute. Siamo pronti a lottare».
Il primo cittadino marcianese si dice soddisfatto della presa di posizione del Pd elbano, che vede «l’accordo del 2012 come punto di partenza» e auspica «una Conferenza dei sindaci che avanza unitariamente una proposta concreta, realistica e che si confronta con il proprio braccio tecnico rappresentato dall’Asl». Con il primo cittadino di Marciana sono in sintonia i colleghi di Porto Azzurro, Marciana Marina e Capoliveri, ma l'obiettivo della Conferenza sarà di unire e non di dividere. A cominciare da Portoferraio, che è l'amministrazione più lontana da questo progetto. «A mio parere è abbastanza irrealizzabile, ma è una mia opinione personale – spiega il consigliere delegato alla sanità, Luciano Rossi –. Noi da soli non possiamo più andare da nessuna parte. Sono dieci anni che giochiamo la carta dell’insularità e dopo dieci anni ci troviamo un ospedale di prossimità. Ma se è i sindaci giocheranno nuovamente questa carta, collaboreremo seppur poco entusiasticamente».
Ferrari, però, preferisce rimandare ogni commento. «Con la salute non si scherza, prima di esprimere qualsiasi valutazione voglio incontrare tutti i sindaci - spiega - e stiamo lavorando per definire il giorno della riunione». Probabile che il primo cittadino portoferraiese tenti in extremis di convincere i colleghi. Intanto a Rio nell’Elba, Claudio De Santi, dice di «non aver alcuna certezza su quale sia la migliore proposta» ma in ogni caso auspica «un’unità di intenti». «All’unanimità o a maggioranza – spiega – una decisione va presa. Bisogna restare uniti e ognuno di noi piuttosto deve rinunciare a qualcosa». De Santi non ha però ripensamenti sul ricorso al Tar. «Era da fare a prescindere da tutto il resto – conclude il primo cittadino riese – perché qui all’Elba, fra una situazione e l’altra, siamo veramente disastrati».
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