Il Tirreno

Lavori di ristrutturazione nella corte da demolire

Una veduta di Procchio (foto Giò Di Stefano)
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Una veduta di Procchio (foto Giò Di Stefano)

L’episodio raccontato dalla minoranza consiliare di Marciana: «Cantiere aperto per un manufatto che non dovrebbe neanche più esistere, il Comune chiarisca»

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PROCCHIO. Via ai lavori per la ristrutturazione della corte del vecchio ristorante. Peccato, però, che quella stessa corte non doveva neanche più esistere, visto che su di essa gravava da anni un ordine di demolizione mai eseguito. Ed è proprio per questo che l’ufficio tecnico di Marciana, dopo aver concesso il via libera ai lavori di riqualificazione, si è trovato costretto a bloccare il cantiere. L’episodio, accaduto a Procchio, viene raccontato dalla minoranza consiliare di Marciana Insieme che, a tale proposito, chiede dei chiarimenti all’amministrazione comunale.

Il manufatto oggetto del contendere è una corte situata in via delle Ginestre, in passato a servizio di un ristorante, la cui proprietà è suddivisa tra più persone. La parte in comproprietà della stessa corte, nel 1993, è stata oggetto di ordine di demolizione da parte del Comune. L’ordine fu impugnato di fronte al Tar, ma il ricorso è stato dichiarato perento nel 2005. Tuttavia, nonostante il rinnovato valore dell’ordine di demolizione, il manufatto non è stato rimosso fino a quando, circa due settimane fa, sono iniziati i lavori di ristrutturazione del vecchio pavimento, senza che tutti i proprietari dell’immobile fossero avvertiti.

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Per questo uno dei co-proprietari della corte ha presentato un esposto - denuncia alla Procura, Forestale e carabinieri, chiedendo la sospensione immediata dei lavori e l’accertamento delle eventuali violazioni. «A pochi giorni dalla nostra interpellanza sulla situazione in cui versa l’ufficio tecnico di Marciana – spiegano da Marciana Insieme – si verifica un caso che ha dell’incredibile. Ora ci domandiamo come è possibile che l’ufficio tecnico del Comune di Marciana non abbia appurato l’avvenuta demolizione e non abbia subito sospeso i lavori. È dovuto intervenire, dopo dieci giorni, un privato cittadino segnalando anche alla minoranza consiliare l’illegittimità dell’azione in atto per poter sospendere i lavori».

Nei giorni scorsi il gruppo di minoranza ha criticato la gestione da parte dell’amministrazione dell’ufficio tecnico, ancora in mano al sindaco Bulgaresi nonostante l’esecuzione di un concorso pubblico (terminato senza candidati idonei). «È vero che la corte era oggetto di un ordine di demolizione – commenta il sindaco Anna Bulgaresi – si trattava di un cordolo rimasto in piedi, niente di più. Non appena abbiamo avuto la segnalazione abbiamo inviato i vigili per compiere un sopralluogo e i lavori sono stati sospesi. L’ufficio tecnico senza responsabile? Se dal concorso non è uscito un responsabile idoneo è, evidentemente, dovuto al fatto che i partecipanti non hanno dimostrato di avere le caratteristiche richieste e necessarie per una posizione di responsabilità».

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