Inseguimento nei campi: un arresto
Stava forzando la porta di una casa, fuggito il complice. Recuperata anche una pistola, trovata a bordo di un’auto rubata
PIOMBINO. Questa volta sono stati più veloci loro. Gli uomini della polizia di Grosseto da giorni tenevano d’occhio le strade di Casalecci, dove è nato un comitato contro i furti. E nella notte tra martedì e ieri la fortuna - ma non solo - ha girato dalla loro parte. È bastato che uno degli agenti che stava passando di lì vedesse un uomo chino su un fanale di un fuoristrada, mentre faceva finta di sistemarlo, per capire che stava accadendo qualcosa.
E infatti, nonostante fosse in borghese, appena ha cercato di avvicinarsi all’uomo gli ha visto fare un balzo indietro e cominciare a correre. Il poliziotto ha fatto altrettanto. L’uomo ha saltato la recinzione di una villetta.
E lì, nel giardino, c’era il suo complice, che stava cercando di forzare con un grosso cacciavite la porta d’ingresso dell’abitazione.
Dentro c’era un ragazzo, che aveva sentito qualche rumore ma che non si era accorto che qualcuno stesse cercando di entrare. Il giovane aveva già chiamato i genitori che avevano chiesto a un vicino di andare a controllare.
I due ladri sono scappati in due direzioni diverse: uno, quello che stava cercando di entrare dentro l’abitazione, ha preso per i campi e il poliziotto lo ha raggiunto. Non voleva saperne di finire in carcere, visto che almeno una volta era riuscito a evitarlo.
Perché Marius Florin Sumandea, 43 anni di origini romene, abitante a Piombino, avrebbe dovuto scontare due anni e quattro mesi di reclusione per reati precedenti. E su di lui pendeva un ordine di carcerazione del tribunale di Trieste.
L’uomo ha cercato di reagire e ha colpito più volte il poliziotto, poi andato a farsi medicare in ospedale. Ma gli uomini della squadra mobile sono riusciti a fermarlo e a portarlo via, tra gli applausi e i complimenti degli abitanti. Ora manca solo il palo, quello che stava fuori.
La vettura utilizzata dai due per arrivare a Casalecci era stata rubata domenica scorsa a Volterra. E i ladri avevano anche pensato di aver fatto un colpaccio. Dentro la Hyundai Santa Fe c’era anche una pistola, una Glock 27 Smith Wesson che i poliziotti hanno trovato una volta aperto il fuoristrada: c’era un bossolo esploso dentro l’abitacolo, sul sedile posteriore. Ma l’arma, rubata insieme all’auto e regolarmente denunciata dal suo proprietario, era stata poi sepolta in un terreno a Piombino. Sotto un albero, accanto al quale era stata lasciata una bottiglia vuota per riconoscere il punto esatto. Sumandea è stato arrestato per rapina. Ieri in tribunale si è svolta la convalida dell’arresto e il processo per direttissima. L’avvocato Melania Renaioli ha chiesto il termine a difesa e il giudice ha convalidato l’arresto dell’uomo disponendo la custodia cautelare in carcere, dove ha cominciato a scontare anche i due anni e quattro mesi della precedenza ordinanza di custodia. Durante l’udienza si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Francesca Gori
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