Il Tirreno

Portoferraio, una città a misura di...rondini

di Luigi Cignoni
Una colonia di rondini
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Una colonia di rondini

La giunta Ferrari approva un atto di indirizzo per la tutela della nidificazione: i buchi sui tetti vanno lasciati scoperti per salvare i nidi

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PORTOFERRAIO. Una città a misura di rondini, rondoni e balestrucci, con le fortezze medicee e il centro storico luoghi ideali alla nidificazione. Ma non solo.

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La giunta Ferrari ha approvato infatti un atto d’indirizzo per la tutela dei volatili, attraverso una serie di misure che l’amministrazione intende mettere in campo. Quali? Si eviti di chiudere o rendere inagibili con pezzi di mattone o altri strumenti di ostruzione fori sui muri delle case o nei tetti. Insomma: il Comune intende preparare un regolamento per favorire la nidificazione di questi uccelli migratori, annunciatori della primavera, ma ritenuti a tutti gli effetti “insetticidi naturali”. In definitiva, il Comune si allinea con quanto già hanno deliberato altri comuni elbani a proposito dell’approvazione del nuovo regolamento edilizio che tende a «ripristinare le vecchie tegole con i coppi aperti nella prima fila proprio per permettere l’ingresso ai rondoni che usano le cavità per riprodursi».


La giunta Ferrari è arrivata ad adottare il provvedimento alla luce della constatazione che questi volatili, nel corso della stagione riproduttiva ‘catturano – si legge nella nota – una gran parte di insetti dannosi per l’uomo nella misura stimata di tremila insetti al giorno a individuo, con una quantità complessiva media di 150mila insetti catturati, incluse mosche, zanzare, tafani e pappataci, per portare a termine ogni loro covata’. Un’arma naturale per combattere l’invasione di insetti che prolificano nel periodo della stagione calda e lotta allora per limitare l’uso di insetticidi la maggior parte dei quali si rivelano essere dannosi alla salute umana e anche alla salubrità ambientale.

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Sempre più una linea verde, dunque, con non può che fare bene alla natura e all’ambiente.
Per questo motivo i fori che si notano lungo i bastioni della città fortificata e le cavità causate da cannoneggiamenti durante l’assedio di Portoferraio o nel corso dei due conflitti mondiali dovranno, necessariamente, essere lasciati aperti. Laddove non ci siano fori del genere e soprattutto nelle case di recente costruzione oppure quelle che hanno avuto un recente ripristino edilizio, la giunta consiglia di “favorire la nidificazione”. Con che cosa? Attraverso il posizionamento di nidi artificiali.

Oppure utilizzare “nidi mattone” già predisposti con una cavità atta alla nidificazione. «Tali strutture – scrivono gli amministratori nella nota – andranno posizionate, dopo aver individuato i siti storici di riproduzione, perfettamente integrati nel profilo architettonico dell’edifico».

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