Il Tirreno

Slittano gli incontri sull’occupazione

Il gruppo algerino prende tempo coi sindacati per valutare l’ipotesi di riaccensione dell’altoforno

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PIOMBINO. Cambio di rotta nel cronoprogramma che deve portare all’ultimo confronto tra sindacato e Cevital su organici e accordi aziendali, prima del referendum in fabbrica.

A sorpresa infatti Cevital ha informato i sindacati che gli incontri fissati da tempo per ieri e oggi con le rsu ex Lucchini (prima che il 18, 19 e 20 si passasse al confronto tra segreterie Fim, Fiom e Uilm e i vertici del gruppo algerino) non si sarebbero potuti tenere per motivi che non sono stati precisati.

Così intanto è stato fissato un incontro per venerdì prossismo sulla situazione organizzativa a Tmp, Fmp e Tve, mentre a lunedì 23 è stato spostato l’inizio del confronto tra segreterie dei metalmeccanici, il presidente Issad Rebrab e il suo braccio destro, Farid Tidjani.

Possibile quindi che la conclusione dell’esame con le rsu sulla situazione dei vari reparti avvenga successivamente.

Se i motivi dello slittamento non sono stati spiegati, ci sono indiscrezioni che parlano della necessità di prendere tempo da parte di Cevital per procedere a un’ulteriore valutazione della situazione dell’altoforno: l’ipotesi di una riaccensione infatti non sarebbe stata definitivamente accantonata, in relazione ai problemi di approvvigionamento dei semiprodotti per i laminatoi, e dei tempi necessari alla realizzazione dei forni elettrici: ottimisticamente due anni, un periodo lungo che, considerando anche le difficoltà operative che stanno incontrando i laminatoi, hanno portato Cevital a una riflessione sulle sorti dell’Afo, magari per traghettare la fabbrica nel periodo di realizzazione dei forni elettrici.

Se rimettere in marcia l’altoforno richiederebbe 6-8 mesi al costo di alcune decine di milioni (nelle prossime ore dovrebbero essere consegnate all’azienda da parte di possibili fornitori delle valutazioni tecnico-economiche più precise), resterebbe il problema della cokeria, la cui ripartenza viene considerata oltre il limite del possibile. E’ vero che l’azienda potrebbe comprare il coke, ma anche questa politica, a prescindere dai costi da quantificare, aprirebbe problemi molto complessi dal punto di vista organizzativo viste le enormi quantità di materiale da movimentare per alimentare l’Afo. (cloz)

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