Sanità, rete o non rete Non c’è unità di intenti
Il modello condiviso con i presìdi di Cecina e Piombino continua a far discutere E Simoni si scaglia con il consigliere Rossi: «Il sindaco Ferrari prenda le distanze»
PORTOFERRAIO. Rete ospedaliera con Cecina e Piombino. O potenziamento del presidio, basato sull’autonomia rispetto alle strutture continentali. E su queste diverse posizioni che si stanno misurando - non senza polemiche - i sindaci, le minoranze consiliari e i comitati, alle prese con la riorganizzazione della sanità all’Isola d’Elba.
Nel giro di poche ore quella che pareva essere una posizione comune tra la quasi totalità dei consiglieri comunali di minoranza dei comuni elbani si è trasformata in occasione di scontro su Facebook, con in prima linea alcuni dei responsabili dei comitati. Nel mirino un passaggio della nota stampa trasmessa dalle minoranze, secondo cui il modello della rete sarebbe «l’unico realizzabile», la successiva apertura del Pd di Portoferraio e un’intervista rilasciata dal consigliere comunale con delega alla sanità di Portoferraio, Luciano Rossi, che ha ribadito come il progetto di utilizzo delle risorse aziendali e di rete con gli altri presidi dell’azienda, relativo solo agli interventi programmati e per specialistiche di secondo livello, sia l’unico modo efficace per risolvere i problemi sanitari dell’isola, anche in seguito al declassamento del presidio da ospedale di base in presidio di prossimità. Ma l’idea della rete con Piombino e Cecina non è una strada percorribile, almeno secondo parte dei comitati e dei sindaci dell’isola. Tanto che, sulla pagina Facebook del gruppo Elba Sanità, il primo cittadino di Porto Azzurro Luca Simoni ha replicato in modo piuttosto chiaro alla presa di posizione del consigliere portoferraiese Luciano Rossi: «Credo a questo punto di dover prendere una posizione forte chiedendo al sindaco Ferrari di dissociarsi ufficialmente dal pensiero del consigliere Rossi – ha scritto Simoni – già estensore del nefasto documento rigettato dalla maggioranza dei sindaci elbani. È nel rispetto del ruolo di presidente della conferenza dei sindaci che Ferrari si deve dissociare dall'idea di rete con Piombino e Cecina o in caso contrario almeno per quanto mi riguarda sono pronto a mettere in discussione la stessa presidenza della conferenza».
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