Italia
«Bene la conferma degli impegni, ora avanti con la trattativa»
Landini giudica positivamente l’incontro con Cevital: la mancanza del piano industriale non mi preoccupa, contano gli investimenti. Confronto aperto su tutto, ma qualsiasi accordo dovrà avere l’ok dei lavoratori
PIOMBINO. Maurizio Landini, leader della Fiom, ieri mattina dopo l’incontro con la Cevital non ha partecipato alla conferenza stampa annunciata in precedenza, lasciando la ex Lucchini in gran fretta per raggiungere Potenza dove lo attendeva una riunione dei dirigenti Fiom lucani.
Prima di uscire dalle acciaierie ha accettato però di rispondere a qualche domanda dei giornalisti, dopo aver «confermato il giudizio positivo sul piano di investimenti di Cevital per la ex Lucchini, perché gli accordi fatti prevedono la necessità di un’intesa coi sindacati sugli aspetti occupazionali e sulle condizioni normative, e gli investimenti sono la condizione per poter fare la trattativa. Inoltre Cevital ha spiegato che deciderà nell’arco di poche settimane quali migliori tecnologie utilizzare per la produzione dell’acciaio, valutando tutte le possibilità impiantistiche che Piombino può offrire».
Landini, a due mesi dalla firma del preliminare, la preoccupa che non si sia ancora un piano industriale della Cevital, ma solo una dichiarazione d’intenti?
«No, perché c’è una trattativa e oggi c’è stata la conferma degli impegni, del fatto che ci verrà consegnato un testo, e che ci sarà un accordo contenente anche gli impegni industriali. Noi partiamo dal fatto che siamo in presenza di chi dice che in 20, massimo 24 mesi, ci saranno due forni per produrre due milioni di tonnellate di acciaio, che vengono fatti gli investimenti, e che gli ordini, appena fatti gli accordi, dal mese di aprile partiranno. Queste mi paiono parole precise».
La questione del costo dell’energia, con le richieste di Cevital al governo di avere un prezzo uguale agli altri produttori, provocherà un’ulteriore frattura con gli industriali del nord che fin qui hanno pagato molto meno l’energia?
«Il tema interessa tutto il settore. Ne abbiamo discusso anche per Terni perché dove ci sono forni elettrici l’energia rappresenta uno dei costi principali. E siccome per le altre acciaierie, compresa Terni, si sono fatti accordi, sono convinto che lo stesso ragionamento vada fatto non solo per Cevital ma anche per tutte le altre attività che ci sono a Piombino, nel rispetto di quegli impegni che tutte le acciaierie italiane si sono presi. E questo è un tema che vogliamo discutere col governo anche perché si sta chiedendo semplicemente che ci siano le stesse condizioni per tutti quelli che producono acciaio, per evitare che ci siano forme di competizione impropria».
Rispetto all’azzeramento dei vecchi accordi aziendali annunciato da Cevital, qual è la sua opinione?
«C’è una trattativa da fare sia sul problema della garanzia dell’occupazione che su quello della tutela delle condizioni. E’ una trattativa da fare importante anche perché qualsiasi accordo per quel che ci riguarda deve avere il consenso dei lavoratori, questo è un impegno che abbiamo nel rapporto con i lavoratori e lo abbiamo detto all’azienda. Del resto questo è un tema che abbiamo dovuto affrontare anche a Terni e in altri tavoli. Oggi non era la sede per questa discussione, c’è una trattativa apposita, e ci sono incontri fissati nei prossimi giorni per discutere e approfondire questi temi». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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