Il Tirreno

Un’associazione in difesa dei castagni

La vespa cinese, parassita dei castagni
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La vespa cinese, parassita dei castagni

È nata “Pedalta”: «Vogliamo proteggere le nostre preziose piante dall’attacco del cinipide»

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MARCIANA. La neo associazione si chiama Pedalta, dal nome di una delle valli più suggestive nel comune di Marciana, contraddistinta da un esteso bosco mediterraneo, ma soprattutto dai molti castagni. Ed è proprio in difesa di questa preziosa pianta in questo versante dell’isola che si è costituita l’associazione, di cui, alla fine di gennaio, si è avuta la prima convocazione dell’assemblea dei soci sostenitori.

«La nostra associazione – dice Ivano Ferrini, portavoce e fra i fondatori del gruppo – nasce con il precipuo compito della cura, conservazione del nostro ambiente per salvaguardarlo e valorizzarlo ulteriormente. Sia dal punto di vista storico, sia da quello culturale sia infine dal punto di vista di costume e delle tradizioni popolari. Ma il nostro principale cavallo di battaglia sarà rappresentato dalla salvaguardia del castagno, albero che ha fatto la storia di Marciana e che oggi è attaccato dall’insetto killer, il famigerato cinipide».
E intanto è già pronto un programma di lavoro ed è partita la richiesta al sindaco Anna Bulgaresi di organizzare corsi formativi per la potatura e innesto del castagno. Quindi la stesura di un calendario di lavoro che preveda alcune giornate dedicate alla pulizia del sottobosco sia dal secco, sia dalla sporcizia. Ma non si nascondono altre progetti, forse più ambiziosi, come quella di costituire una cooperativa dove si possa anche assumere mano d’opera, soprattutto giovanile.

«Dipende dal fatto – puntualizza ancora Ferrini – se riusciamo a trovare la strada giusta per accedere ai finanziamenti regionali. Se riuscissimo nell’intento, saremo davvero a cavallo. Altrimenti bisognerà contare sulla disponibilità e sulla collaborazione di volontari che prestano gratuitamente i loro servigi». Sarà ben vista una cooperativa di giovani che lavorino tenendo d’occhio le peculiarità della loro terra. Nell’attesa è stata inoltrata agli uffici competenti del Comune e del Demanio la richiesta di uso gratuiti di quei terreni in cui si trovano i castagneti.

«Quando disporremo della fruibilità dei siti potremo fare una carta aggiornata su quanti castagni si trovano sul territorio, perché il bosco elbano per crescere deve essere anche mantenuto mediante il taglio e la potatura. Se avessimo curato i nostri castagni, chissà se il nefasto insetto avrebbe attecchito dalle nostre parti». Mesi orsono fu rilasciato l’insetto antagonista del killer dei castagni, il ‘Torymus sinensis’, ma per i risultati è ancora presto. “Ci vorranno dai 5 ai 6 anni – conclude Ivano Ferrini – per vedere i primi effetti».

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