Il Tirreno

la trattativa

Cevital, via al confronto sulla nuova organizzazione

Cristiano Lozito
Lavoratori ex Lucchini all'interno dello stabilimento
◗
Lavoratori ex Lucchini all'interno dello stabilimento

Piombino, primo incontro fissato per il 5 febbraio, seguito poi da altri tre appuntamenti con le rsu. Dal 18 la trattativa su occupazione e accordi aziendali, poi il referendum

3 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Con le assemblee di ieri in fabbrica si è aperto un mese decisivo per i lavoratori ex Lucchini, il mese in cui si fisserà la nuova organizzazione del lavoro e si chariranno gli aspetti occupazionali, sia dal punto di vista dei numeri che da quello dei nuovi accordi aziendali.
Molta gente ha partecipato alle cinque assemblee di ieri organizzate dal sindacato, in cui Fim, Fiom e Uilm e rsu hanno fatto il punto della situazione dopo i primi incontri con i vertici di Cevital.
La parola d’ordine è “trattativa”, nel senso che ai lavoratori è stato spiegato come – al di là degli elementi appena tratteggiati dagli algerini per dar corpo a un progetto di ritorno alla produzione di acciaio – molte questioni siano ancora in un sorta di limbo. E che quindi ci sarà appunto da trattare su numerosi aspetti: una discussione che non sarà facile, nonostante secondo i sindacati la Cevital abbia annunciato di essere comunque aperta al confronto.


Così è stato concordato tra le parti un calendario di incontri di doppia natura. Si parte con i temi legati alla nuova organizzazione del lavoro a cui parteciperanno le rsu, col primo confronto fissato per il 5 febbraio, a cui seguiranno quelli del 12, 16 e 17, mentre l’11 a Piombino per incontrare Issad Rebrab ci saranno i segretari nazionali di Fim, Fiom e Uilm, rispettivamente Marco Bentivogli, Maurizio Landini e Mario Ghini.
Per tre giorni poi, a partire dal 18, con i segretari locali di Fim, Fiom e Uilm, Cevital discuterà invece del numero di lavoratori che verranno riassunti dal primo aprile, e della questione degli accordi aziendali, dove il tema degli scatti di anzianità si presenta come uno degli elementi centrali. Dalla parte del tavolo algerino si annuncia la presenza del presidente Issad Rebrab, del suo braccio destro, Farid Tidjani, e di consulenti tecnici e giuslavoristi di uno studio bresciano.
Se dunque il confronto sindacale è comunque previsto in modo esplicito dalla procedura fallimentare Lucchini, i sindacati hanno confermato che al termine ci sarà un referendum vincolante fra tutti i lavoratori.
«Sarà una trattativa complessa - sostiene il segretario Uilm Vincenzo Renda – perché oltre alla questione occupazionale dovremo affrontare e trattare anche gli aspetti salariali, per costruire nuovi accordi aziendali, dopo che la nuova proprietà ha azzerato le vecchie intese».
«Nelle assemblee - spiega Fausto Fagioli, segretario della Fim - abbiamo ribadito ai lavoratori come il progetto che offre Cevital vada preso positivamente. Il confronto sarà difficile, ma oggi abbiamo un argomento su cui discutere, nella prospettiva che nel più breve tempo possibile si torni a produrre acciaio a Piombino».
Luciano Gabrielli, segretario della Fiom, parla invece dell’importanza degli impegni economici presi da Cevital, «che su Piombino investirà un miliardo e mezzo di euro. E’ importante non solo la previsione di produrre due milioni di tonnellate all’anno, ma anche che un milione e 800mila tonnellate verranno trasformate in prodotto finito, con una crescita importante in termini di valore aggiunto. Per il resto ho fiducia che si possa raggiuntere un’intesa positiva sulla contrattazione di secondo livello, partendo dal mantenimento degli scatti di anzianità».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino