Meteo
Niente musica in inverno scoppia la polemica
La protesta parte dal Brulotto, la commissione vieta i gruppi all’interno, per chi fa serate frequenti il decreto sulla sicurezza impone uscite di sicurezza
PIOMBINO. Dopo l’estate, con tutte le polemiche su movida e convivenza tra locali e residenti del centro storico, è ancora la musica ad agitare gli animi, riscaldando stavolta l’inverno piombinese. La questione è saltata fuori, come spesso accade, dalla rete, per l’esattezza da Facebook, con una sorta di annuncio di Carlo Panicucci, in arte Carlino dj, nel quale si parla di permesso revocato per fare musica al locale Il Brulotto, in piazzetta del Mare.
No dentro al locale. Il permesso mancato è legato alla musica all’interno del locale, band dal vivo o deejay che siano. «Praticamente non mi fanno far musica perché non ho le uscite di sicurezza – afferma Franco Bellatalla, gestore del Brulotto – Così è stato detto al mio geometra nella commissione di due giorni fa tenuta con vigili del fuoco e Comune in relazione alla normativa sulla sicurezza. Io capisco che le leggi debbano essere rispettate, ma qui mi si vuol paragonare a una discoteca, con tutti i doveri di una discoteca, quando invece il Brulotto non lo è».
La rabbia del locale. «Parliamo di venti persone al massimo che, davanti al bancone, ascolterebbero un po’ di musica anche in inverno – continua Bellatalla – Quando riusciremo a lavorare in santa pace? Ho speso 650 euro per comprare un impianto a norma con i decidel consentiti, ho pagato un geometra per la planimetria del locale, e ora questo? Ma vogliamo farlo il turismo o no? Avevo già tutta una serie di date programmate con dj e gruppi musicali piombinesi, così pure loro non guadagneranno».
Decreto e sicurezza. Cercando di far luce sulla questione, chiariamo intanto di quale commissione Bellatalla stia parlando. A spiegarlo sono gli stessi vigili urbani del Comune di Piombino che hanno rifiutato il permesso al Brulotto. «Negli ultimi tempi sono sempre più gli esercizi con attività di somministrazione di alimenti e bevande che da eventi saltuari sono passati a richiedere permessi con frequenza settimanale o anche più frequente – dice dal comando della polizia municipale Ilaria Pucci – Questo fenomeno ha portato a trasformare quei locali in veri e propri esercizi di intrattenimento e di pubblico spettacolo. Da qui l’esigenza di sottoporre a verifica con l’apposita commissione tecnica di vigilanza la presenza dei requisiti». Commissione formata dai vigili del fuoco di Livorno, dalla polizia municipale e da un tecnico dei lavori pubblici del Comune di Piombino, dall’Asl e dal sindaco, in qualità di presidente, o da un assessore. Insomma, il discorso è chiaro: se il bar, pub o ristorante che sia invece di organizzare un evento musicale sporadico, mette in calendario ogni settimana, o anche più frequentemente, esibizioni e spettacoli, finisce per rientrare nella categoria degli esercizi di intrattenimento e di pubblico spettacolo, per i quali valgono requisiti ben precisi, regolamentati dal decreto ministeriale del 19 agosto 1996 sull’approvazione della “regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio”. Oltre al decreto ministeriale esistono poi circolari che negli anni hanno chiarito, specificato, integrato la normativa. «È nostra intenzione far lavorare tutti i locali – afferma Pucci – Ma la questione sicurezza va prima di ogni cosa. A ogni modo tutti i locali interessati sono stati informati per tempo; c’è chi ha già provveduto a mettersi in regola». Mettersi in regola, appunto, chiedere una deroga ai vigili del fuoco di Livorno o trovare una soluzione alternativa. Sono queste le uniche tre strade percorribili da chi finora non ha avuto l’ok da parte della commissione tecnica.
Sicurezza prima di tutto. «È chiaro come il permesso dipenda dal carattere occasionale o sistematico della richiesta di far musica del locale – interviene l’assessore alla polizia municipale Claudio Capuano – Un discorso che vale ovviamente per tutti i locali e non solo per il Brulotto. Parliamo di sicurezza ed è evidente che di fronte alla non agibilità dichiarata dai vigili del fuoco il locale non può far musica all’interno. La questione è seria e non ci sono storie».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google