Il Tirreno

«Porta a Mare, fuori tutte le delibere»

PORTOFERRAIO. «Il Comune di Portoferraio pubblichi la delibera della giunta comunale sull'installazione della scala di servizio all'interno dei locali della Gran Guardia». È quanto chiede Legambiente...

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PORTOFERRAIO. «Il Comune di Portoferraio pubblichi la delibera della giunta comunale sull'installazione della scala di servizio all'interno dei locali della Gran Guardia». È quanto chiede Legambiente Arcipelago toscano che, in questi giorni, ha inviato al Comune di Portoferraio ed alle soprintendenze regionale e di Pisa e Livorno ed al Demanio una lettera sulla vicenda di Porta a Mare, l'ingresso alla città medicea di Cosmopoli, in particolare sul decoro e sull'uso privato della terrazza che sovrasta il monumento e la rada medicea. Il Cigno Verde isolano si riferisce alla concessione per un bar nel passaggio di Porta a Mare per accedere alla terrazza attraverso un'aperture ricavata nel solaio cinquecentesco e di realizzare un'uscita di sicurezza, sempre intervenendo sul solaio mediceo, in una struttura pubblica: la sala della Gran Guardia, che attualmente ospita eventi culturali. «Chiediamo – spiegano da Legambiente – di pubblicare i nomi dei concessionari, la consistenza, e il canone di concessione dei locali della Porta a mare di Portoferraio. Di informare se sia stata esperita una gara per la concessione della terrazza della Porta a Mare. Da quanto si dice a Portoferraio, il canone annuo per l'utilizzo di un monumento storico a fini commerciali, in un'area di grande passaggio, non arriverebbe a 10.000 euro».

La richiesta che viene avanzata alla Soprintendenza di Pisa è quella di «fornire l'accesso ai pareri e autorizzazioni espressi sulla realizzazione di opere concernenti il manufatto in oggetto». La lettera si conclude con due richieste al Sindaco di Portoferraio: «di pubblicare sull'albo pretorio tutta la documentazione sulla scala e le informazioni sul trasferimento dei beni dello Stato in applicazione delle norme sul federalismo demaniale e ai successivi esiti».

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