Il Tirreno

Occhio ai bollettini truffa, un caso a Venturina

Annalisa Mastellone
Una puntata delle Iene che si occupò del caso dei bollettini truffa
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Una puntata delle Iene che si occupò del caso dei bollettini truffa

Dopo aver aperto una partita Iva si è visto arrivare una nuova richiesta di 309 euro
«Il commercialista mi ha detto di non pagare». Se ne occuparono anche le Iene

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VENTURINA. Chi è da poco titolare di partita Iva faccia attenzione alle richieste di pagamento che arrivano dall’azienda Servimpresa srl: sono ingannevoli e hanno già indotto in errore numerosi imprenditori in tutta Italia.
Si tratta di bollettini di conto corrente postale con prestampato l’importo, circa 309 euro, da versare a questa società, con la causale “iscrizione” o “iscrizione a portale multiservizi”.

Chi lo riceve – ditte individuali o società appena iscritte al registro delle imprese - pensa si tratti di un contributo obbligatorio per la registrazione alla Camera di commercio, ma in realtà si tratta di una proposta commerciale di servizi pubblicitari a cui gli enti camerali sono del tutto estranei.

La segnalazione è stata fatta da un residente che si è visto recapitare il bollettino a pochi giorni dall’apertura della partita Iva. Essendo la somma richiesta simile a quella già versata, ha subito telefonato al commercialista per capire il perché di questa nuova istanza di pagamento. «E mi ha chiarito tutto – ha spiegato il residente venturinese che preferisce rimanere anonimo - Mi ha subito detto di non pagare perché non si trattava di un contributo camerale obbligatorio, come tra l’altro il bollettino e l’annessa comunicazione lasciavano intendere, ma di una specie di raggiro poiché pagando mi sarei iscritto a un portale multiservizi che non c’entra nulla con la Camera di commercio. Infatti, leggendo meglio il bollettino, scritto in piccolo viene specificato che avrei usufruito della pubblicità su un sito, una specie di vetrina per imprese. Io per fortuna sono stato accorto, ma tante persone possono cascarci e pagare pensando di doverlo obbligatoriamente fare».

Segnalazioni del genere sono state già fatte in tutta Italia negli anni passati, tant’è che alcune Camere di commercio hanno nel tempo diramato circolari per chiarire la loro estraneità, che questi bollettini non sono obbligatori e il pagamento non sostituisce in alcun modo il pagamento del diritto camerale dovuto per legge. Inoltre l’ente camerale cremonese, in una nota ufficiale, ha precisato che la società che invia queste richieste «non ha nulla a che vedere con l’azienda speciale Servimpresa della Camera di commercio di Cremona, che ha come obiettivo la promozione di servizi di formazione per imprenditori, aspiranti imprenditori, operatori economici e professionali e funzionari pubblici».

E qualcuno ricorderà che della faccenda si erano occupati anche Le Iene lo scorso anno, raccogliendo i reclami di numerosi artigiani, commercianti e imprenditori rimasti “fregati”. Tutto è cominciato con le richieste di pagamento inviate dalla Kuadra srl, con sede in Campania, condannata dal Garante della concorrenza e del mercato (nel maggio 2014) a 100mila euro di sanzione per aver messo in atto un’attività commerciale «ingannevole e scorretta»: i 309 euro servivano per l’iscrizione al portale www.vetrimacommerciale.it (dove neutralizzava scorrettamente il diritto di recesso di coloro che induceva a versare la cifra richiesta, ed è stata condannata anche per questo) e non per la quota annuale al registro delle imprese. I titolari della Kuadra sono anche proprietari della Servimpresa srl intestataria dei bollettini in questione e amministratrice del sito www.multiportale.it. E la pratica continua a essere la stessa.
 

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