Il Tirreno

«Inevitabile l’aumento della tassa sui rifiuti»

Le liste civiche di Campiglia, San Vincenzo e Piombino all’attacco di Asiu «La risposta alla nostra interpellanza contraddice le affermazioni di Murzi»

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PIOMBINO. Inevitabile l’aumento della tassa sui rifiuti. Lo ribadiscono le liste civiche di Campiglia, San Vincenzo e Piombino (Comune dei cittadini, Assemblea sanvincenzina, Un’altra Piombino) traendo le logiche conclusioni dalle cifre fornite dall’Asiu. Sono informazioni che l’azienda dei rifiuti ha reso note rispondendo a un’interpellanza che le liste civiche avevano presentato nei consigli comunali.

Scrivono le liste civiche: «I timori di una gestione a dir poco avventata del bilancio e dello smaltimento dei rifiuti, nonché la totale accondiscendenza dei Comuni che ne fanno parte, sono stati confermati nella risposta di Asiu alla nostra interpellanza. Si chiedeva ad esempio quale era lo stato del bilancio al 2013 e quale il piano industriale 2014-2015, a quanto ammontava la quantità di rifiuti speciali trattati nella discarica di Ischia, i tempi e i costi di realizzazione di una nuova discarica dovuta all’esaurimento prematuro di quella esistente, il calo e il mancato raggiungimento della quota della differenziata. E ancora i costi dell’impianto Cdr, mai entrato in funzione, il costo dell’acquisizione quote della Tap, solo per citarne alcuni. Iniziamo col far chiarezza sul bilancio della società visto che il suo presidente Fulvio Murzi ha dichiarato che “le attività produttive nel 2013 hanno chiuso tutte in sostanziale pareggio”».

«Il primo elemento che contraddice questa affermazione - proseguono - è lo stesso bilancio 2013 che alla voce perdita di esercizio segna più di 500mila euro. Altri elementi si possono ricavare dalla risposta della società all’interpellanza: oggi Asiu perde ogni mese tra gli 80mila e 100mila euro per la gestione dell’impianto Tap (costo 11 milioni), che equivalgono a più di un milione di euro annui; l’impianto Tap è inservibile e senza una sua riconversione non potrà produrre che perdite. Lo stesso vale per l’impianto Cdr che dall’anno di costruzione, 2007, non è mai entrato in funzione (costato 4 milioni); avrà un costo annuo di esercizio 300mila euro, più di quanto se ne potrà ricavare dalla vendita del materiale prodotto. Nel 2005-2013 la società ha incassato dallo smaltimento rifiuti speciali 46 milioni, con una punta massima nel 2008 arrivando al 39% del bilancio rispetto ai rifiuti urbani. Adesso il gioco è finito: la discarica di Ischia è esaurita prematuramente per la mancata raccolta differenziata e lo smaltimento abnorme di rifiuti speciali che hanno utilizzato per sanare il bilancio della società. La nuova discarica costerà oltre 24 milioni e non sarà pronta prima di diversi anni, nel frattempo dovremo conferire i rifiuti in un'altra discarica pagandone lo smaltimento».

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