Cevital, in arrivo il piano industriale
Primo incontro con i sindacati, fermi sul mantenimento degli scatti. Poi blitz di Rebrab al porto per inquadrare i temi della logistica
PIOMBINO. E' durato poco più di un’ora il primo incontro formale tra i sindacati e la Cevital, una riunione a cui ha partecipato anche il commissario straordinario Piero Nardi, quasi in una sorta di passaggio di consegne, che pure avverrà ufficialmente alla fine di marzo, con la firma del contratto di cessione della Lucchini al gruppo guidato da Issad Rebrab.
Nell’incontro Rebrab, accompagnato da Farid Tidjani, ha assicurato ai sindacati che nella riunione di martedì prossimo metterà a disposizione il piano industriale, rimandando invece a un terzo appuntamento _ forse già alla fine della prossima settimana _ il confronto sui temi più caldi, ossia il destino dei 300 lavoratori che mancano tra quelli che saranno riassunti (1860) e gli ex dipendenti di Lucchini e Lucchini Servizi (2200), e sul futuro degli accordi aziendali, completamente da riscrivere dopo che Cevital ha annunciato l'azzeramento delle precedenti intese.
Rebrab ha confermato la volontà di trattare senza pregiudizi, ma ha pure avvertito che gli ingenti impegni finanziari su cui si basano i suoi progetti, pongono l’esigenza di una condivisione con i sindacati, basata sugli obiettivi ma anche sui sacrifici che saranno indubbiamente necessari. Traduzione: i prossimi due anni saranno ancora duri, quindi non c’è da aspettarsi molto sugli accordi di secondo livello, per i quali comunque Fim, Fiom e Uilm sembrano ritenere irrinunciabili quelli sugli scatti d’anzianità.
Nell’incontro però si è parlato anche di due elementi fondamentali per i progetti algerini: il costo dell’energia e gli sgravi fiscali, cioè la richiesta al governo di un meccanismo di decontribuzione (simile a quello usato per Electrolux) che aiuti un gruppo industriale che riassume quasi duemila lavoratori. Sulla questione dell’energia invece Rebrab e Tidjani saranno nei prossimi giorni al Mise per un incontro col viceministro Claudio De Vincenti: per Cevital è assolutamente incomprensibile e inaccettabile pagare l’energia il doppio di molti concorrenti. De Vincenti, che sul tema si è già impegnato a trovare una soluzione entro l’anno rispetto alle richieste di Magona Arcelor Mittal (che tra l’altro paga l’energia il doppio rispetto alla ex Lucchini) ha in mano una patata bollente, considerando la prevedibile opposizione di chi (gli elettrosiderurgici lombardi) gode al contrario di un indubbio vantaggio.
Il problema dell’energia comunque ieri non ha impedito al patron di Cevital di confermare ai sindacati il senso generale dei suoi progetti per Piombino: quindi due forni elettrici, un nuovo treno rotaie, revamping degli altri impianti di laminazione. Oltre ovviamente alla bonifica della vecchia acciaieria dove secondo i piani algerini troverà posto il nuovo impianto agroindustriale, capace di occupare altre 500 persone. Sul tema delle bonifiche della vecchia acciaieria continuano studi e approfondimenti, il sindacato dal canto suo chiede che nell’operazione venga utilizzata manodopera locale.
Al termine dell'incontro in azienda (e prima di un pranzo con Piero Nardi alla “Sirena” in lungomare Marconi), blitz di Rebrab e Tidjani all'Autorità portuale, incontro non previsto, ma richiesto e organizzato nel giro di pochi minuti, a cui hanno partecipato il commissario dell'Autorità portuale, Luciano Guerrieri, il sindaco Massimo Giuliani, il vicesindaco e assessore alle attività produttive, Stefano Ferrini.
Incontro in cui si è parlato delle aree demaniali a cui è interessata Cevital, e nel quale è emersa la disponibilità delle parti a costruire un contesto favorevole ai nuovi insediamenti.
Anche in questo caso però sarà necessaria per chiarire i rispettivi impegni _ cosa che dovrebbe avvenire nei prossimi giorni _ la presentazione di un progetto definito da parte del gruppo algerino.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google