«Sentenza da approfondire, la priorità è garantire la continuità dei servizi»
«La sentenza va approfondita e in ogni caso non potranno esserci salti nel buio, ne per la certezza, la qualità e la prospettiva dei collegamenti con l’Isola né per i lavoratori coinvolti». È il...
«La sentenza va approfondita e in ogni caso non potranno esserci salti nel buio, ne per la certezza, la qualità e la prospettiva dei collegamenti con l’Isola né per i lavoratori coinvolti». È il commento sulla vicenda Toremar del consigliere regionale del Pd Matteo Tortolini che proprio nella seduta odierna del Consiglio regionale presenterà una interrogazione urgente. «In questo momento - prosegue Tortolini - la priorità è un approfondimento serio sulla sentenza e sulle possibili conseguenze, credo che in questo senso gli uffici della Regione siano al lavoro. Certo è che ci sono aspetti con cui è difficile non fare i conti, qualunque siano gli scenari che si apriranno. Per questo ho presentato un interrogazione urgente nel Consiglio di oggi pomeriggio».
«C’è il tema di fondo della continuità dei servizi che ha giustamente sottolineato l’assessore Ceccarelli, io aggiungerei che c’è in ballo anche la prospettiva strutturale del servizio, i contenuti del bando e del contratto di servizio che contemplavano investimenti, rinnovo della flotta ed altri aspetti qualitativi. Un processo rilevantissimo che era in corso di attuazione prima dell’arrivo della sentenza pur nelle difficoltà e nei problemi ancora aperti. Inoltre faccio mie le preoccupazioni espresse dai lavoratori di Toremar che in questi mesi hanno conosciuto una stagione di stabilizzazione di contratti e a regime l'ipotesi di circa 50 assunzioni. Per questo anche io ritengo utile la convocazione dell'osservatorio provinciale, avendo in mano un quadro certo su cui discutere ». Secondo Tortolini «c’è bisogno di chiarezza e di unità, evitando di buttare tutto in politica quando di mezzo c’è un servizio fondamentale e migliaia di persone coinvolte. Resta il dato oggettivo di un paese dove, non dopo 3 mesi, ma dopo ben 3 anni, cambiano regole e prospettive per intere comunità locali. Il problema non è solo il merito della questione che comunque va affrontato con il massimo rigore, il tema e' anche la tempistica della giustizia».
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