Il Tirreno

L'INTERVISTA

«Nuovo direttivo, ora il Parco tornerà a correre»

di Luca Centini
Il nuovo consiglio direttivo del Parco (foto Giò Di Stefano)
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Il nuovo consiglio direttivo del Parco (foto Giò Di Stefano)

Il presidente Giampiero Sammuri: non lavoro più da solo, avanti col regolamento e la carta del turismo sostenibile

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PORTOFERRAIO. «Finalmente non dovrò più fare da solo». Giampiero Sammuri, presidente del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano, ha scelto queste parole per aprire, ufficialmente, la prima seduta del nuovo consiglio direttivo del Parco. Un passaggio che, secondo lo stesso Sammuri, dovrà segnare un cambio di passo importante per l’ente che ha vissuto in questi ultimi anni un periodo di transizione “forzata”.

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«Da circa tre anni – racconta il presidente Sammuri – il Parco non ha potuto contare su un consiglio direttivo, venuto meno con la fine della presidenza di Tozzi e vacante durante la reggenza di Angelo Banfi e il commissariamento di Massimo Avancini. Io stesso non ho potuto contare sul consiglio direttivo dall’estate del 2012, quando sono stato nominato, ad oggi». Il Parco dell’Arcipelago toscano non è certo l’unico ad aver affrontato, in questi mesi, il delicato nodo del rinnovo dei consigli direttivi. Ben 20 Parchi su 23 erano senza il consiglio, a fine anno ne sono stati nominati 7. Il nostro Parco è il primo, su tutto il territorio nazionale, ad aver riunito i nuovi consiglieri.

Presidente, come si amministra un Parco senza il sostegno di un consiglio direttivo?
«Il consiglio, lo dice il termine stesso, è lì per consigliare. A parte gli scherzi è chiaro, come in questo anno e mezzo, ho dovuto gestire l’ente in una sorta di somma urgenza, senza quella necessaria condivisione delle scelte. A questo ho ovviato in parte facendo affidamento sulla Comunità del Parco, presieduta fino a pochi giorni fa da Ruggero Barbetti e adesso da Gaetano Guarente, a cui ho chiesto un appoggio anche oltre le sue prerogative».

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Ma ora il consiglio c’è, quindi...
«Abbiamo finalmente tutte le carte in regola per affrontare alcuni temi strategici importanti che fino ad oggi non potevamo trattare. Parlo, in particolare, della partita che siamo chiamati a giocare e riguardo al regolamento del Parco. Il vecchio consiglio direttivo fu tempestivo nell’approvare il piano, il principale strumento urbanistico per le aree comprese nei confini del Parco nazionale, ora potremo compiere l’ulteriore step con il nuovo regolamento».

Non è l’unica priorità per il nuovo corso del Parco...
«No, certamente. Uno dei primi aspetti che dovremo curare è quello relativo alla nomina del direttore. Franca Zanichelli ha agito da circa tre anni in regime di “prorogatio”, in attesa della nomina del nuovo consiglio direttivo. Nel rispetto della legge siamo chiamati adesso ad avviare le procedure che porteranno, ragionevolmente nel giro di pochi mesi, alla nuova nomina della figura del direttore».

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Da quando è divenuto presidente ha sempre puntato molto sul rapporto tra il Parco e la comunità...
«Continueremo su questa strada. Un esempio? Oggi martedì 13 terremo il primo forum sul progetto della Carta europea per il turismo sostenibile nelle aree protette. Parteciperanno i sindaci e una buona rappresentanza degli imprenditori e delle categorie economiche del territorio. La Carta non sarà una mera certificazione, quanto piuttosto uno strumento nuovo in grado di coinvolgere gli attori dell’isola e del resto dell’Arcipelago in una forma di turismo sostenibile e intelligente per un territorio come il nostro. Una strategia che dovrà essere concertata e riguarderà aspetti importanti come, ad esempio, i servizi e la valorizzazione dei prodotti tipici».

L’obiettivo, insomma, è avere un Parco più vicino alla comunità...
«Sinceramente da quando sono diventato presidente non ho mai avvertito un clima ostile e diffidente nei confronti del Parco. Me lo hanno raccontato, ma credo che i tempi siano cambiati e il clima è adatto per poter lavorare. A tale proposito tra le priorità dell’ente, ora che abbiamo il direttivo, rientra le definizione di un bilancio sociale, in nome di una sempre maggiore trasparenza nei confronti dei cittadini. Il bilancio sociale servirà inoltre ad eliminare la distanza tra ciò che il Parco fa sul territorio e quanto, in realtà, viene percepito dai cittadini che, con questo strumento, avranno con più chiarezza informazioni sulle attività dell’ente».
 

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