Il Tirreno

Scarti dell’acciaio Cevital interessata all’impianto Tap

di Guido Fiorini

Incontro fra gli algerini, Asiu e il sindaco Massimo Giuliani «Possibile anche il riciclaggio di altre tipologie»

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PIOMBINO. Cevital è interessata anche a Tap, l’impianto per la produzione del “conglomix” che si trova accanto alla discarica.

E, anzi, pensa ad uno sviluppo dell’impianto stesso, così da utilizzarlo anche per il riciclaggio di altri rifiuti per la produzione di materiali per l’edilizia.

L’incontro fra i vertici della società algerina, il presidente di Asiu, Flavio Murzi e il sindaco Massimo Giuliani è avvenuto giovedì scorso, il giorno prima di quello con i sindacati. L’interesse di Cevital, non va dimenticato che Lucchini deteneva il 49% di Tap, è decisivo anche per i conti di Asiu.

Gran parte del “buco” in bilancio, infatti, è dovuto proprio al costo di Tap, impianto che fu realizzato in gran parte con i soldi dell’azienda (è costato 11 milioni di euro, 4 da contributi europei, 7 presi dalla cassa di Asiu) e che, di fatto, non è mai entrato in funzione. In sostanza, genera costi fissi (fra gli 80 e i 100mila euro al mese) e non produce.

«L’incontro con Cevital, anche sul problema dei rifiuti – ci spiega il sindaco di Piombino, Massimo Giuliani – è stato molto positivo. Gli algerini sono molto interessati all’impianto Tap (acronimo di Tecnologia ambientale pulita, ndr), hanno capito la grande potenzialità che ha per loro. Non va dimenticato che il “conglomix” ha già un brevetto europeo e può essere utilizzato anche per la copertura delle aree da bonificare. Loro sono dentro alle bonifiche come “soggetto incolpevole” e pensano di utilizzare gli spazi della fabbrica che saranno bonificati per gli impianti destinati all’agroalimentare».

Fra l’altro fra poco, quando Cevital entrerà ufficialmente in possesso dello stabilimento Lucchini, Tap potrà riprendere a produrre, perché ci sono migliaia di tonnellate di scarti di lavorazione già ammassati e che erano fermi perché fino alla cessione dell’azienda il commissario Nardi non ne consentiva l’utilizzo.

«Avere un impianto per la trasformazione dei rifiuti speciali a disposizione è decisivo per loro e per la città. Non dimentichiamo che l’alternativa sarebbe trasportarli a parecchie centinaia di chilometri di distanza, con costi pazzeschi, si va dagli 80 ai 200 euro a tonnellata».

E non finisce qui. L’impianto Tap, con poche modifiche, può essere utilizzato anche per altri materiali.

«Abbiamo una tecnologia di ultima generazione, l’impianto anche se fermo, è modernissimo. Con pochi ritocchi all’interno sarà possibile trattare anche altri tipi di rifiuti, così da ottenere materiali utilizzabili sia nelle grandi infrastrutture che nell’edilizia. Per cui, l’ho detto anche agli amici del Pd che spingevano per vendere la Tap, credo che siamo di fronte ad una grande occasione».

Tutta la vicenda-rifiuti, in sostanza, va verso una soluzione. Da una parte la gestione di raccolta e spazzamento passerà entro giugno a Sei Toscana (la società che già gestisce Grosseto, Siena e Arezzo), dall’altra Asiu continuerà a gestire gli impianti.

E accanto all’attuale discarica ne sarà realizzata un’altra. «Stiamo aspettando - conclude il sindaco - il via libera dal ministero per partire con i lavori della seconda discarica. Questo, insieme all’accordo con Cevital, dovrebbe consentire una gestione più agevole di tutta la filiera. E portare quei risparmi che faranno quadrare anche i conti di Asiu. Oltre a dare un quadro ambientalmente sostenibile a Piombino e a tutta la Val di Cornia».

@guifiorini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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