Il Tirreno

Mezzo milione di euro per sistemare il Volterraio

di Luigi Cignoni

Dopo tanti anni pare arrivato a conclusione l’iter per recuperare il castello Si pensa di nuovo al museo del mare: c’è da trovare una collocazione

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ENFOLA. Nel complesso sono venti le opere che il parco nazionale dell’arcipelago toscano intende realizzare a partire dal 2015, per completare il pacchetto nel 2017. Un programma d'investimento triennale che abbraccia l’Elba, ma anche le altre isole dell’arcipelago sulle quali l’ente ha giurisdizione per una previsione di spesa complessiva di oltre quattro milioni di euro. Si tratta del piano redatto dal direttore dell’ente Franca Zanichelli e che il presidente, Giampiero Sammurri, ha approvato, per essere poi sottoposto alla ratifica del consiglio direttivo, non appena questo si sarà insediato. Ma vediamo in quale direzione si volgeranno gli interventi. La parte più significativa (si parla di un investimento totale di settecento mila euro) è investita per individuare un sito dove ubicare il museo del mare, vero pallino per chi ha finora diretto il parco, tutti ne hanno evidenziato la priorità ma finora nessuno è riuscito a realizzare l’opera che dovrà prevedere anche un centro di promozione, informazione e merchandising, un centro congressi e di formazione e inoltre interventi di riqualificazione ambientale per autofinanziamento dell'ente. In questa voce di capitolo c’è da considerare anche la riqualificazione dei biotopi e di centri di visita di Lacona, ora che il parco è riuscito a gestire le cosiddette dune di Lacona. Mezzo milione di euro sarà speso in questi tre anni per il recupero del castello del Volterraio, nel comune di Rio Elba. Un iter burocratico che si è protratto negli anni e che ha visto, come primo fautore e ispiratore del progetto di un riutilizzo dell’antico maniero elbano addirittura il primo presidente del parco, Giuseppe Tanelli. Oggi tutto lascia presupporre che si sia imboccata la strada giusto per strappare al degrado il miglior castello medievale esistente sull’isola. Non minore importanza (si parla sempre di un investimento da 500mila euro) è stata data al sistema di telecontrollo e videosorveglianza sulla superficie che rientra nella perimetro del parco nazionale. Non solo per quanto concerne la lotta contro gli incendi boschivi nel periodo della stagione calda, ma anche per il check up delle specie animali che sono solite frequentare le isole dell’arcipelago toscano per riprodursi. Si scende poi a 408 mila euro per la realizzazione di caserme destinate al Corpo Forestale della Stato. Il parco guarda anche alle altre isole toscano. Una significativa opera (305milaeuro) è quella destinata ad attrezzare dei punti di ormeggio per la fruizione diving con boe sull’isola di Giannutri. Inoltre il parco ha messo gli occhi addosso a un rudere in località Mola (Capoliveri) che intende recuperare (prevista la spesa di duecento mila euro) per finalità di carattere ambientalista, per chi ama una delle zone umide più belle dell’Elba e studiarne la flora e la fauna. Il programma triennale del parco prende in considerazione il ripristino architettonico di immobili, come quello ubicato a Marciana (150mila euro), il recupero conservativo dell’ex tonnara dell’Enfola (150 mila euro per il secondo lotto) attuale sede dell’ente o la cisterna di monte Mario a Giannutri (100 mila euro) oppure la Casa del parco a Rio Elba (sempre 100 mila). Per Pianosa (si parla circa di 130 mila euro) sono previste opere quali la manutenzione di Villa Literno, lavori forestali di riqualificazione ambientale. Per Capraia si parla di manutenzione del laghetto, per Montecristo si fa cenno a pannelli solari (160 mila euro). Infine l’elenco termina con la costruzione di una recinzione sulla Punta del Nasuto (Marciana Marina) con cui si vuole tutelare il sito, dove si riproduce il gabbiano corso (oltre 67 mila euro di spesa).

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