Il Tirreno

capodanno

La festa in piazza è un flop, la musica non basta

Alessandro De Gregorio
Piazza Verdi la notte di Capodanno
◗
Piazza Verdi la notte di Capodanno

Il vicesindaco fa autocritica: "Non è andata come volevamo". Ma il gelo ha pesato

3 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Non ci gira intorno e lo ammette subito: «C’era meno gente del solito e del previsto». A poche ore dall’inizio del 2015, il vicesindaco Stefano Ferrini analizza la festa di piazza organizzata in collaborazione con Pro loco e Nojerk Sit. E fa autocritica: «Non è andata come ci aspettavamo».

Il New Year Juke Box, lo spettacolo misto tra musica dal vivo (i gruppi "Letiz and gentlemen" e "Bluska live") e dj set (Marco Comollo di Radio 105 e Nika J Vocalist), non ha trasformato piazza Verdi in una bolgia incandescente. Si è cantato, ballato, brindato, certo. E chi era su quel palco ce l’ha messa tutta. Fatto sta che il San Silvestro 2014 non rimarrà nella storia degli eventi piombinesi.

«La temperatura rigida non ha certo aiutato - dice Ferrini - zero gradi sono pochi per starsene in giro di notte. E poi probabilmente anche la scelta di non effettuare i fuochi artificiali ha influito. Comprese le relative polemiche».

Piombino quest’anno aveva deciso di rinunciare al tradizionale spettacolo pirotecnico. Beh, qualcuno se ne è infischiato e i fuochi li ha fatti lo stesso. Così come gli amanti dei petardi, che hanno impazzato sin dal pomeriggio a colpi di magnum e tricchetracche.

«Sui fuochi noi abbiamo provato a dare un segnale - spiega Ferrini - È stata una scelta dettata prima di tutto dalla coerenza con l’ordinanza che vietava i botti, con l’unica eccezione del 31 dicembre. E’ vero, i petardi sono più fastidiosi dei fuochi. E più pericolosi: la tv ci ha mostrato il solito, triste bollettino di guerra. Noi volevamo dare un segnale di cambiamento e di attenzione verso i nostri amici animali. Ci siamo riusciti? Non ci siamo riusciti? Non lo so, sto cercando di capirlo anch’io. Nessuna decisione è calata dall’alto e irrevocabile, solo parlando e confrontandoci serenamente possiamo trovare soluzioni».

Per molti in realtà dietro alla rinuncia ai fuochi c’erano solo motivi economici. La festa è costata 25mila euro, i soldi sono serviti per palco, artisti, promozione eccetera. «Sì, ma non era una questione di soldi - replica il vicesindaco - Anche se avessimo avuto maggiori disponibilità economiche avremmo fatto lo stesso ragionamento e ci saremmo orientati verso coreografie meno impattanti. Penso ad esempio alle fontane luminose. Lo ripeto, noi siamo disposti a ragionare su tutto».

Le polemiche della vigilia non hanno risparmiato la scelta degli artisti: «I gruppi sono stati molto bravi, hanno eseguito musiche ballabili, hanno fatto di tutto per far muovere la gente. Il dj ha fatto il suo. Però, scusate, dopo 14 anni in cui su quel palco sono saliti sempre e soltanto i nostri dj, e lo dico con il massimo rispetto e la stima che nutro nei loro confronti, se per una volta dicevo vengono chiamate altre persone non mi sembra tutto questo scandalo...».

E la promozione? «Non ha funzionato - risponde Ferrini - Ci avevamo investito molto, pensando di poter attirare gente da Livorno a Grosseto. Non è andata come auspicavamo». 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web