Il Tirreno

portoferraio

Un vademecum per un uso responsabile dei botti di Capodanno

Un punto vendita di petardi e bòtti (foto di archivio)
◗
Un punto vendita di petardi e bòtti (foto di archivio)

Il Comune non sceglie la linea del divieto tout court, ma fissa le regole per l'acquisto e l'uso corretto dei fuochi pirotecnici

2 MINUTI DI LETTURA





PORTOFERRAIO. Non è un divieto assoluto, piuttosto un vademecum per un utilizzo responsabile dei bòtti di Capodanno. Dopo Marciana Marina (divieto in piazza Vittorio Emanuele e zone limitrofe dall’8 dicembre all’8 gennaio) e Capoliveri (niente petardi fino al 1 marzo in tutto il territorio comunale), anche Portoferraio ha emesso un’ordinanza sulla materia dei fuochi d’artificio, bòtti e petardi in vista dei festeggiamenti di Capodanno.  Ma, a leggere i contenuti del provvedimento, appare evidente come la linea scelta dal Comune di Portoferraio sia più morbida rispetto ai due Comuni che si sono già mossi.

[[atex:gelocal:il-tirreno:piombino:cronaca:1.10464377:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/piombino/cronaca/2014/12/09/news/capoliveri-niente-botti-e-petardi-fino-al-1-marzo-1.10464377]]

Nelle premesse dell’ordinanza firmata dal responsabile della polizia municipale, infatti, si chiarisce come «in base alla normativa vigente, i Comuni non hanno la possibilità di vietare, in via generale e assoluta, la vendita sul proprio territorio di artifici pirotecnici, quando si tratta di prodotti dei quali è consentita la commercializzazione al pubblico. L’amministrazione, ritenendo comunque, insufficiente e inadeguato il ricorso ai soli strumenti coercitivi per contrastare un’usanza così diffusa e radicata, vuole appellarsi soprattutto al senso di responsabilità individuale e alla sensibilità collettiva».

In  base a tale approccio, quindi, il comune di Portoferraio ha emesso l’ordinanza secondo cui la vendita e l’impiego di artifici pirotecnici dovrà essere regolata da alcune, precise, disposizioni. Quali? «La vendita – si legge nell’ordinanza – è consentita solo nel rigoroso rispetto dei limiti di legge, con particolare riguardo al quantitativo massimo per ciascun  punto vendita, etichettatura e norme a tutela dei minori». In caso di difformità la polizia municipale può disporre anche il sequestro della merce.

[[atex:gelocal:il-tirreno:piombino:cronaca:1.10419339:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/piombino/cronaca/2014/12/02/news/botti-e-fuochi-d-artificio-il-comune-vara-la-linea-dura-1.10419339]]

L’ordinanza vieta il commercio dei bòtti nelle aree pubbliche e nei banchetti. Particolari regole sono legate all’utilizzo dei petardi. «Non si potranno far esplodere, fino al 6 gennaio, bòtti in luoghi, coperti o all’aperto, pubblici o privati, in cui si svolgono manifestazioni pubbliche o aperte al pubblico – si legge nell’ordinanza - all’interno di asili, scuole, ospedali, case di cura, comunità, uffici pubblici, nonché entro un raggio di 100 metri da queste strutture. È vietato comunque far esplodere petardi in tutte le vie, aree pubbliche, dove transitano e siano presenti delle persone, nonché l’utilizzo di petardi non a norma».

Tra le raccomandazioni comprese nell’ordinanza l’acquisto di bòtti solo presso rivenditori autorizzati, di non raccogliere bòtti inesplosi, di non affidare ai bambini tali prodotti. E, in generale, di accendere bòtti solo in luoghi isolati e a debita distanza da persone a animali, evitando aree affollate. L’inosservanza di queste regole potrà essere punita con sanzioni dai 25 ai 500 euro.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web