Il Tirreno

piombino

Acquisti sì, ma con cautela: pochi i soldi da spendere

di Francesca Lenzi
Una vetrina di un negozio di giocattoli (foto Paolo Barlettani)
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Una vetrina di un negozio di giocattoli (foto Paolo Barlettani)

Secondo i commercianti prosegue più o meno il trend dello scorso anno. Leggero miglioramento per tv e cellulari, ma manca ancora l’effetto Cevital

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PIOMBINO. Un Natale così così, con capacità di spesa ancora ridotta, ma con prospettiva di un futuro migliore. Si allinea più o meno sul trend dello scorso anno il Natale 2014 visto dai commercianti.C’è chi parla di un modesto miglioramento, chi di flessione altrettanto contenuta, all’interno di una crisi economica ancora profonda.

Neppure la recente acquisizione Lucchini da parte di Cevital ha convinto i piombinesi a spendere di più, ancora cauti e preoccupati, intenzionati a vedere nel tempo gli effetti della vendita agli algerini, anche se si intravede una prudente positività. «Di gente ne gira molta – afferma Elena Danti, responsabile della libreria Coop – Ce n’è più dell’anno scorso, soltanto che spendono meno. Per capirsi, il numero delle vendite è salito, ma l’incasso alla fine è sceso, anche se di poco. L’effetto Cevital, sul quale speravamo molto, non c’è ancora stato. A ogni modo, vanno per la maggiore narrativa, e in particolare, i regali per i bambini; giochi educativi, rompicapi di legno, e libri per i bimbi che hanno iniziato quest’anno la scuola».

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È proprio per i più piccoli che si fa sempre uno sforzo in più per accontentarli, anche se pure in questo caso si cerca di risparmiare. «Il prezzo medio è basso, ma devo dire che negli ultimi dieci giorni l’atmosfera appare più serena – dice Roberta Ferri, del negozio di giocattoli Piccolo Mondo – Le persone hanno voglia di tranquillità e di godersi il momento ed è piacevole vedere che molti piombinesi hanno deciso di comprare in città, pur stando attenti a non spendere troppo».

La pensa diversamente sulle abitudini dei piombinesi, pur ravvisando un clima di maggior ottimismo, Cristina Tomi: «La gente va a comprare fuori – afferma la commerciante – Non c’è più l’usanza di uscire in città a fare spese nel weekend. Certo andrebbe trovato il modo di dare più vita non solo al centro, ma anche ad altre zone». Anche nel negozio di elettrodomestici Tomi si parla di cautela negli acquisti, anche se rispetto all’anno passato c’è una leggera crescita: «Lieve risveglio delle tv, ma soprattutto i genitori fanno di tutto per regalare ai figli il cellulare – spiega Cristina Tomi – Chi vuol spendere poco ripiega su batterie e custodie, mentre per il cellulare vero si sceglie la soluzione a contratto, con la quale si può rateizzare la cifra. Cevital? Restano dubbi e cautela, ma si comincia ad avere fiducia».

In linea col 2013, con leggero rialzo, Arte e cornici, di fronte alla Coop centrale: «L’impressione è di lavorare di più – afferma Fabiola Bertolai – Personalmente ho cambiato qualcosa, proponendo oltre ai soliti, anche altri soggetti, soprattutto oggettistica artigianale che sta andando bene. La voglia di fare regali c’è, anche se spesso si tratta di regalini, e Cevital, se al momento non ha ancora prodotto effetti concreti, sta contribuendo a dare positività».

Insomma solo suggestioni positive la vendita della fabbrica agli algerini: «Pensavamo sbloccasse le menti, se non i conti in tasca – dice Francesco Pierucci di Corso 41 – Invece le persone tendono ancora a non spendere. Sta comunque andando benino, con una lieve flessione del 5% rispetto alla scorsa stagione, che è un niente e che potrebbe essere recuperata da qui alla fine dell’anno». Sulla stessa lunghezza d’onda Sisley: «C’è movimento e vedremo domani (oggi ndr) – spiega Adriana Cateni – Il prezzo medio è però basso, e l’effetto Cevital ancora non si sente. Un grosso problema poi sono i saldi, fissati al 3 gennaio. Assurdo. Diventa difficile vendere a prezzo pieno una settimana prima dell’inizio degli sconti».

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