PIOMBINO. L’area del campo di calcio del Montemazzano e dintorni non è l’unica candidata ad ospitare la Casa della salute. Tra le ipotesi sulla scelta del luogo, la costruzione ex novo sta lasciando il posto alla possibilità di una riconversione di immobili già esistenti. Come l’Iti Pacinotti. Ma non solo.
Sull’individuazione della scelta peseranno questioni di costi, sì. E di posizione. Montemazzano è chiaramente fuori mano. Adesso, sembra un elemento acquisito. L’attenzione della commissione mista - tecnici Asl e tecnici del Comune - sta valutando altre opzioni. Il riuso di strutture dell’azienda sanitaria può essere circoscritto a pochi esempi, forse poco adatti ad ospitare l’ultima invenzione in fatto di riorganizzazione sanitaria: gli edifici di via Boncompagni e l’ex dispensario. Di spazio e parcheggi ne servono.
Perchè la Casa della salute sarà il luogo in cui si concentrerà gran parte delle prestazioni, con continuità assistenziale tra ospedale e territorio. Al suo interno troveranno posto buona parte dei medici di base e pediatri che, in team, gestiranno un arco orario che andrà dalle 8 alle 24.
Una sorta di grande ambulatorio in cui si praticheranno prelievi, si potrà essere sottoposti a visite specialistiche e avere altri servizi che prima venivano garantiti nei distretti. Che nel frattempo, in attesa di ciò che avrà da venire, sono stati dimezzati. Il discorso sulla migliore mobilità d’accesso ai servizi e sulla viabilità, cambia con l’uso di beni di proprietà comunale.
L’analisi della fattibilità si sposta su soluzioni più centrali. Come l’edificio dell’Itis, in via Pacinotti, con l’area, considerevole, a corollario. Se così fosse, l’istituto potrebbe trovare posto all’interno del polo scolastico di via della Pace. Un altro punto monitorato dalla commissione è in Città futura. Potrebbe trattarsi di uno degli edifici dell’area Lucchini. I tecnici starebbero valutando anche altre sedi. Il tempo delle scelte è vicino. In gennaio la commissione presenterà i risultati del suo lavoro.
Che non è semplice, per dirla con l’assessore alle politiche sanitarie. «Ancora non c’è niente di deciso. Possiamo solo dire che l’individuazione della sede terrà di conto della facilità d’accesso dei cittaadini», afferma Margherita DI Giorgi. Quanto ai tempi, il discorso è ancora lungo e sarà considerevole la quantità di risorse che dovranno garantire Asl e Regione.
Si tratterà di aspettare un paio d’anni. «Resta il fatto - conclude Di Giorgi - che andiamo avanti con convinzione. Parliamo di un’opera su cui contiamo molto. Che offrirà servizi estesi e qualificati, liberando contemporanemente il pronto soccorso da interventi eseguibili nella nuova struttura».