Un progetto per recuperare gli antichi grani
Lo studio, realizzato con l’Università di Firenze, illustrato da Sbrilli alla tavola rotonda sui parchi
PIOMBINO. Recuperare e utilizzare i grani antichi nei campi del parco costiero della Sterpaia. Un progetto, nato in collaborazione con l’Università di Firenze, che è stato illustrato da Luca Sbrilli (presidente della Società Parchi) al Museo del Castello e delle ceramiche medievali, durante la tavola rotonda “Parchi e aree protette, agricoltura di qualità e turismo”. Sbrilli ha descritto come in agricoltura sia possibile recuperare i grani antichi nei campi del parco costiero, per incrementare e portare grandi novità nel settore agricolo, sempre più in crisi negli ultimi anni. Si è dunque provato ad utilizzare le antiche semente ormai dimenticate, sia come conoscenza sia nell’uso, ottenendo così prodotti di grande pregio dal punto di vista nutrizionale. Si parla di semi antichi facendo riferimento a tutti quelli impiegati in agricoltura in un periodo precedente alla seconda Guerra mondiale e che oggi sono stati recuperati e utilizzati nei campi della Sterpaia. Si è dato vita a una nuova e originale produzione con caratteristiche di genuinità e qualità.
«Puntare sulla qualità - ha detto Sbrilli - risulta oggi fondamentale, un prodotto di qualità offre un’immagine del territorio positiva e accattivante, dove si vive bene e dove il turista ha piacere di venire per passare le proprie vacanze, è come chiudere un cerchio. Un grande lavoro e impegno fatto di comunicazione e collaborazione tra i vari settori coinvolti».
Alcuni ristoratori hanno già iniziato a utilizzare farine e paste così ottenute, con riscontro positivo da parte della clientela, sia per un nuovo gusto sia per l’ottima qualità. Molto importante per il futuro sarà rendere questi prodotti ben riconoscibili e facilmente acquistabili, attraverso la scelta e l’impiego di un marchio chiaro e leggibile, il problema delle etichette viene ormai discusso da anni e ci vuole una specifica regolamentazione.
Si sono dunque gettate le basi per un lavoro futuro nel nostro territorio, dove il settore agricolo può riprendere vita con progetti innovativi come questo, che attraverso l’utilizzo dei vecchi grani ha potuto ottenere significativi risultati. E’ stato svolto un attento lavoro di sostenibilità ambientale e rispetto dei nostri luoghi, mantenendo la biodiversità delle specie vegetali.(b.n.)
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