Il Tirreno

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"Abbiamo un progetto per il sottopasso di via Cerrini"

Annalisa Mastellone
Il sottopasso di via Cerrini
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Il sottopasso di via Cerrini

Dopo le proteste interviene il sindaco. Ma vanno trovate le risorse

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VENTURINA. «Abbiamo un progetto per il sottopasso, ma servono risorse e un’adeguata pianificazione dell’intervento, che purtroppo non è semplice da predisporre né può essere immediato. Ma ci stiamo lavorando».

Sul sottopasso di via Cerrini è il sindaco che chiarisce la situazione dopo le segnalazioni fatte da alcuni cittadini circa lo stato di degrado e incuria in cui versa da anni la zona. Un’area che, precisa Rossana Soffritti, è in parte privata, cosa che rende difficile all’amministrazione progettare una riqualificazione.

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«Quando venne fatta la superstrada – precisa il primo cittadino – fu deciso di lasciare un pezzettino come passaggio pedonale di servizio, che poi sarebbe stato migliorato per permettere il transito anche alle biciclette. Però non ha le caratteristiche tecniche per una pista ciclopedonale, perché servirebbero ad esempio anche degli attraversamenti pedonali che il cavalcavia, essendo molto ripido, non rende possibile realizzare su tutti e due i lati della strada. Quel sottopasso è in pratica un pezzetto pubblico in un’area privata, che è di proprietà dell’Anas e del vicino distributore di benzina. Stiamo lavorando a un progetto ad hoc, ma ci vogliono risorse per espropriare le parti private, oltre alla necessità di garantire un accesso allo stesso in maniera sicura in modo da non mettere in pericolo chi ci arriva a piedi o in bicicletta».

Il sottopassaggio era nato nel 2004 quando fu realizzata la variante Aurelia, per non obbligare i cittadini a usare il cavalcavia per recarsi da via Cerrini in via della Stazione e viceversa. Con gli anni i segni dell’incuria sono diventati sempre più evidenti: sporcizia, erbacce e scritte sui muri hanno imbruttito il percorso ciclopedonale causando la protesta dei residenti, preoccupati anche dal fatto che spesso si allaga con l’arrivo di acquazzoni. In più, il degrado in cui versa l’area circostante, usata come discarica a cielo aperto di materiali vari e ritrovo di bivacchi e vandali, non ne incentiva di certo l’utilizzo. Adesso il sottopasso appare un po’ più pulito: l’erba alta è stata tagliata e qualche scritta a spray sui muri è stata cancellata. Anche la centralina elettrica dei lampioni che settimane fa giaceva in terra, accanto a un muretto tuttora in macerie, con i fili scoperti è stata rimessa a posto.

«Ogni tanto interveniamo a ripulire il sottopasso da erba e rifiuti – ha aggiunto la Soffritti – ma dobbiamo fare i conti con le poche risorse che abbiamo e che rendono difficile effettuare anche le manutenzioni più semplici e programmate. Poi purtroppo – ha sottolineato il sindaco – essendo quello un luogo isolato, si presta bene all’inciviltà delle persone».

Nelle passate settimane, anche il Movimento 5 Stelle si è preoccupato, per la seconda volta quest’anno, di rastrellare le erbacce e di raccogliere spazzatura e macerie dislocate tra la vegetazione incolta del piazzale esterno. 

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