«Massima collaborazione ma restiamo autonomi»
Federazioni Pd riunite? Fabiani risponde picche alla proposta di Bacci «Misuriamoci con uno scenario nuovo, i confini provinciali sono ormai datati»
PIOMBINO. «Piena collaborazione, ma nel rispetto dell’autonomia di ciascuno, per immaginare una Toscana del futuro senza province dove i territori si parlano e costruiscono alleanze che vanno oltre i vecchi confini geografici». Tradotto: amici più di prima ma ognuno a casa sua. Valerio Fabiani risponde picche all’appello del nuovo segretario del Pd livornese, il sindaco di Collesalvetti Lorenzo Bacci. Bacci aveva suggerito di riunire le due federazioni (Livorno e Val di Cornia-Elba). Federazioni distinte sin dal 1991, quando si sciolse il Pci e nacque il Pds. Allora la già forte vocazione all’autonomia della Val di Cornia, accentuata dai primissimi strumenti urbanistici condivisi tra comuni vicini, si tradusse in un’organizzazione separata da quella provinciale. Per non parlare delle peculiarità dell’Elba. In Toscana del resto non fu l’unico caso: ci sono ancora doppie federazioni anche nel Fiorentino (Pd Empoli-Valdelsa) e in provincia di Lucca (Pd Versilia). Piombino inoltre ha sempre guardato anche a sud, soprattutto di recente.
Fabiani, raccoglierete l’appello di Bacci?
«Prima di rispondere vorrei fargli anche pubblicamente le congratulazioni per questo incarico. Un segretario in gamba, sono sicuro che potremo lavorare bene insieme».
Quindi è favorevole?
«No, un momento. Io ricondurrei questo tema all’interesse generale delle comunità, più che alla riorganizzazione interna di un partito. Noi dovremo lavorare per un progetto che si misuri con la crisi, con i problemi aperti sul territorio, per dirla con papa Francesco dobbiamo costruire ponti anziché muri. Da questo punto vista siamo disponibilissimi e pronti a una stagione di collaborazione con Livorno che superi i conflitti, le divisioni e le fratture degli anni precedenti. Abbiamo già dato segnali importanti, la Val di Cornia è stata decisiva per consentire al centrosinistra di mantenere la guida della provincia. Oggi il vicepresidente si chiama Massimo Giuliani. Inoltre abbiamo messo in campo una proposta di organizzazione territoriale che guarda anche alla Val di Cecina. Dopodiché penso che l’autonomia del Pd nel nostro territorio continui a essere necessaria. Teniamo molto al rapporto con la provincia livornese, ma stringiamo rapporti anche con quella a sud».
Beh, del resto l’anno scorso il comitato “Rotta verso sud” raccolse seimila firme. Poi il governo congelò tutto, ma il territorio mandò un segnale.
«Ci sono sempre stati problemi con Livorno e quella petizione risentiva di quel clima. Che però va superato. Voglio dire anche questo: daremo una mano ai compagni di Livorno per riconquistare il Comune. Bacci avrà in noi un leale alleato».
Potrebbe avvenire il contrario.
«Cioè?».
Il Pd potrebbe perdere anche Piombino alle prossime amministrative.
«Non credo proprio».
Torniamo ai confini geografici nord-sud .
«Ecco, questo territorio non deve più essere la periferia dell’impero, né a nord né a sud. Penso alla Val di Cornia, alla Val di Cecina, alla Val di Pecora, alle Colline metallifere. Continuare a usare il riferimento delle province mi pare un approccio datato. Dobbiamo misurarci con uno scenario nuovo che farà a meno delle province, già oggi svuotate. La politica deve anticipare i processi, non subirli. Noi vogliamo lavorare a un progetto condiviso che parli a questo pezzo della Toscana. Ma anche Livorno, in maniera analoga, dovrà cominciare a parlare con Pisa. Bacci lo ha sempre ripetuto, spesso inascoltato».
Lanciando l'appello, Bacci si è riferito subito al porto. Non crede che il porto piombinese cominci a preoccupare i livornesi?
«Il futuro è una piattaforma portuale della Toscana. Noi eravamo preoccupati di arrivarci con un porto piccolo, marginale. Questo è stato scongiurato per i tempi record del primo Accordo di programma e del piano regolatore portuale. Ora siamo tranquilli. Anche il Pd nazionale ci ha dato garanzie. L’onorevole Serracchiani ha ribadito che nella riforma ogni singolo porto manterrà la propria autonomia gestionale. Ora affrontiamo il tema con maggiore sicurezza. E maggior peso».
Intanto i renziani avanzano anche in provincia. Bacci è un renziano della prima ora. Leiè un cuperliano...
«Siamo in una fase di ricomposizione, scomposizione, mescolamento. Al di là della confusione trasmessa sul piano nazionale, è positivo. Ci sono state e ci saranno altre battaglie interne ma conta la lealtà verso chi vince. Senza scomodare i carri. Io continuo ad avere un’impostazione politica, ma so anche di aver perso e quindi do una mano a chi ha vinto. Semplice».
A proposito di correnti e battaglie: si avvicinano le regionali e Bacci ha già detto che la lista dovrà rappresentare tutto il collegio. Qualche riferimento al dualismo Anselmi-Tortolini?
«Il passaggio delle regionali richiederà grande capacità di collaborazione. Bacci ha ragione. Qui si sperimenterà subito la capacità di ascoltarsi. La lista va fatta in accordo con i livornesi e dovrà rispondere a certi criteri. Infine, dovrà passare al vaglio del partito regionale».
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