Il Tirreno

la mostra

Ecco le opere dell'artista piombinese Alessio Sozzi

Un'opera di Alessio Sozzi
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Un'opera di Alessio Sozzi

Sarà aperta fino al 31 dicembre al centro commerciale di Venturina

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VENTURINA. Rivive, nella mostra omaggio, la retrospettiva parziale dedicata al maestro piombinese Alessio Sozzi, attivo fino a Milano e in Sudamerica, la lunga avventura artistica di uno dei maggiori sperimentatori nelle arti visive della Toscana del ‘900.
 
Un’esposizione inaugurata domenica 7 a Venturina Terme al centro commerciale zona Venturina degli organizzatori Mauro Pantani (Athena Spazio Arte), Fabrizio Sozzi, figlio dell’artista, l’amico Adolfo Bellatalla, il critico e amico Andrea Baldocchi, ed Elena Capone.
 
Si è mosso, in oltre sessant’anni di pittura, disegno e scultura, nelle poetiche nordeuropee (neoclassicismo, espressionismo, impressionismo, fauvismo, simbolismo), ma nell’Italia del Novecento (dal Futurismo alla Metafisica) in nuove sintesi, e personalissimi esiti, soprattutto nella pittura, dove fondamentale è l’aspetto della sperimentazione materica e formale: dalla evanescente liquefazione espressionista nelle origini figurative, ad una rigorosa danza matissina (“Anime danzanti”, “Guardiani dello spazio” del periodo ‘68-‘70) che prelude agli informali acquorei, viaggio liberatorio nei siderali spazi del cosmo interiore, che risultano dallo “strappo” della figura.  Mentre nelle opere più recenti degli anni ‘80 ritorna, quasi “a sorpresa” la figura, dalla bidimensionalità di Modì, in spazi metafisici e dai colori futuristi ed esotici.
 
Scarna, ma romantica nostalgia, apparizioni da animate, eppure scarnamente evanescenti, scene di vita sociale,  paesaggi onirici della Toscana, sono i temi ricorrenti nella prima figurazione pittorica, spesso non solo in continuità, ma anche in parallelo – come nella serie dei paesaggi crepuscolari, gli oli su tela del periodo ‘74-‘75 – con l’informale più estremo e drammatico.
 
La dissoluzione dei valori, le ingiustizie sociali (metaforica la serie dei cavalli in pittura e scultura), ma anche la romantica nostalgia,  la libertà del segno nella forza della materia, l’onirico nel quotidiano, sono i temi prediletti che impronteranno anche la ricerca plastica in scultura.
 
Sin dagli anni ‘40 i risvolti filosofici in scultura sono infatti esistenzialisti: il destino dell’Umanità è scolpito in eterno da un equilibrio d’autore di composto rigore e vibrante naturalismo, sintesi dialettica di classicismo allegorico ed espressionismo epidermico. E’ la produzione che va dagli anni ‘40 agli anni ‘60, quella segnata dall’amaro volto del contadino , da “Il pugile spossato dalla fatica”, dalle “maternità spiritualizzate”, insieme alle opere di esplicita solidarietà (i temi sono forti e di attualità: infortuni sul lavoro,  terremoto del Friuli) ed alla realizzazione di monumenti in sedi nazionali ed estere. 
 
Alla fine degli anni ‘60, i supporti in tufo poroso trasfigurano la ricerca scultore di Alessio Sozzi, in una forma arcaicizzante della figura, che richiama le vibrazioni della pittura impressionista ed espressionista, e che mantiene la solida forza caratteriale della ritrattistica antecedente. 
 
“Donna il tuo mondo nell’universo” è infine la serie in creta dove femminilità, già esplorata nelle Cleopatre pittoriche solitarie, si manifesta nella forza dirompente di una tensione liberatoria sospesa fra immanenza e trascendenza. Perturbata dai movimenti di un globo “minore”, la donna-madre salvatrice, domina il mondo terreno e proietta lo sguardo in una nuova dimensione per l’autenticità dell’essere. 
 
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Alessio Sozzi  nasce a Piombino nel 1920, in quella Maremma toscana che già aveva ispirato i Giovanni Fattori e i Macchiaioli. 
 
Artista istintivo sin dall’infanzia, animo riservato, non aderisce esplicitamente a movimenti e tendenze estetiche. Formatosi in un ambiente dai limiti provinciali e dagli scarsi stimoli, nel periodo 1948-1960 è in Sudamerica e nei primi anni ‘70 si trasferisce a Milano. Alessio muore il 28 marzo del 2010.
La mostra resterà aperta ai visitatori fino al 31 dicembre. Nei giorni sia festivi che feriali, nell’orario: 17-20.
Info: Athena Spazio Arte www.athenaspazioarte.org, info@athenaspazioarte.org, cl 380 7353191.
 

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