Il presidio
Rio, petizione per salvare la banca
Parte la raccolta di firme, ma le speranze sono poche. Un altro servizio che lascia il centro storico
RIO NELL’ELBA. «Ci siamo rivolti ad altri istituti e cooperative di credito, chiedendo loro se sono disponibili ad aprire in paese uno sportello». L’amministrazione comunale di Rio Elba non ha aspettato tempo e si è subito guardata attorno per vedere chi avrebbe preso il posto del Monte dei Paschi, la banca che ha deciso di chiudere la propria agenzia nel centro storico, mantenendo però attivo il servizio bancomat.
«A monte di tutto – spiega il sindaco Claudio De Santi – non ci sono motivi di scarsa funzionalità e operatività del banco, ma ragioni puramente strutturali interne che riguardano il Monte». Si sa che entro il mese di dicembre saranno messi in pensione circa un migliaio di dipendenti e non solo nella nostra provincia. E’ risaputo poi che, sull’intero territorio nazionale, l’azione di forbice delle sedi ha numero da capogiro. «E’ la dimostrazione – continua ancora il primo cittadino riese – dello stato di crisi che sta vivendo attualmente la banca più famosa d’Italia”. Peccato. Perché con la chiusura a Rio Elba dello sportello del Monte, si chiude un capitolo. «Ora ci colpisce la decisione assunta dalla dirigenza della banca – dice un cliente del Monte – L’istituto era diventato un tutt’uno con la nostra famiglia, mio padre era cliente, ora lo sono anch’io». E intanto parte una raccolta di firme alla petizione indirizzata ai vertici dell’istituto senese con la richiesta di soprassedere a quanto è stato già deciso; ma le speranze che la domanda abbia un felice esito sono ridotte proprio al lumicino. «Avevamo tentato anche noi come amministratori – confessa De Santi – di far compiere alla dirigenza un ripensamento. Ma abbiamo subito capito che non avremmo avuto su questo campo alcun margine di manovra».
Lo sportello bancario chiuso è l’ultimo, in ordine di tempo, servizio destinato al pubblico che chiude battenti. Con il Duemila, Rio Elba ha conosciuto tutta una serie di chiusure di attività commerciali e artigianali, vuoi perché i gestori avevano raggiunto l’età della pensione, vuoi per la crisi, vuoi per l’emorragia di residenti, fatto sta che non c’è più neppure il barbiere e il giornalaio e per leggere un quotidiano occorre prenotarlo il giorno prima al bar Cipolla. Per invertire la tendenza in atto, il sindaco rivolge un appello alle banche che sono presenti all’Elba. E lo fa in perfetta sintonia con il progetto che la sua giunta s’è dato di creare, nel centro storico, l’Albergo diffuso. «Noi siamo impegnati – conclude De Santi – nuova vitalità al paese, investendoci e creando nuove occasioni di lavoro. Noi crediamo nella rinascita di Rio Elba».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google