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Bastioni di Forte Falcone, via i pini e le sterpaglie
Approvato un maxi progetto da 700mila euro contro il degrado del monumento, la giunta conta di ottenere i finanziamenti dal nuovo fondo Dupim per le isole
PORTOFERRAIO. Via i pini piantati sui terrapieni di alcuni bastioni. Da estirpare anche le ceppaie che a lungo andare hanno modificato, coprendolo, il profilo della parte alta delle Fortezze medicee. E’ quanto si legge nel progetto preliminare redatto dall’ufficio tecnico del Comune e approvato recentemente dalla giunta. Su di esso si sono espressi favorevolmente il Ministero per i Beni culturali e la Soprintendenza per i Beni architettonici di Pisa e Livorno.
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La previsione di spesa per il restauro del “cammin aperto” di Forte Falcone e la pulitura di corticali dei bastioni medicei e lorenesi è di 700mila euro. Somma che la giunta Ferrari spera di ottenere attraverso finanziamenti del nuovo fondo per lo sviluppo delle isole minori Dupim la cui richiesta è già stata inoltrata.
In che cosa consiste l’opera? Prima di tutto si pensa al taglio di tutte le piante “avulse dal contesto architettonico” che attualmente sono presenti sui bastioni, ma anche in prossimità di quelle che sono dette “porte segrete” cioè porte d’accesso alle zone fortificate generalmente piccole, talvolta molto basse, tali comunque da consentire facilmente la difesa e poi anche lungo gli stessi camminamenti coperti. E poi restauro strutturale. È previsto sia Forte Falcone, sia il bastione della Cornacchia. Ma non solo. Da recuperare al degrado ci sono pure i baluardi di San Carlo e San Giuseppe, su livello inferiore del bastione del Veneziano. «Queste – si legge nella redazione dell’architetto Coltelli – servivano per proteggere la base delle fortificazioni del fronte d’attacco, rispondendo efficacemente alle strategie difensive dell’epoca con il tiro radente». (nella galleria le immagini dell'inaugurazione del 2011, dopo il restauro - foto di Giò Di Stefano).
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A un sopralluogo effettuato di recente risulta che il contrafforte del bastione del Veneziano risulta ricoperto, invaso da piante infestanti, soprattutto ailanto, che impediscono di avere una visione d’insieme dell’intero monumento. Sì, perché l’intero complesso fortificato è di particolare valore storico-architettonico, artistico e paesaggistico.
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Nel suo insieme costituisce auno dei pochi esempi esistenti di ‘Città fortificata’ così prossima al fronte mare. Forse l’unica realtà esistente nel bacino del Mediterraneo, se si considera che le fortezze sono state realizzate coniugando la particolarità morfologica del promontorio su cui insiste, con le necessità strutturali delle edificazioni e delle esigenze difensive del periodo. «Infatti – si legge sempre nella relazione – con il modificarsi delle esigenze difensive, sono potenziati i bastioni a mezza costa, così da un primo impianto cinquecentesco si passa nel Settecento alla realizzazione dei forti avanzati».
Nel progetto preliminare sono comprese infine le revisioni Infine dell’impianto idrico e di scarico di bagni pubblici e installare schermature ai ripetitori.
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