Matteo Renzi ad Algeri: "Impegno su Piombino mantenuto"
Il premier in visita istituzionale ad Algeri, dove ha sede la Cevital che acquisirà la Lucchini. Intanto il ministero ha dato il via libera alla cessione dell'azienda
ALGERI. «Avevamo preso un impegno per Piombino e lo abbiamo mantenuto» così Matteo Renzi nel corso dell'incontro ad Algeri con il presidente della repubblica Abdelaziz Bouteflika e il premier Ahmed Ouyahia.
Si è trattato di un incontro già fissato da tempo nel quadro delle relazioni coi paesi del Mediterraneo e del Nordafrica, che il presidente del consiglio vuole rafforzare dal punto di vista dei rapporti politici e soprattutto economici.
Issad Rebrab, presidente della Cevital, ha promesso di salvare duemila posti di lavoro realizzando due forni elettrici per produrre due milioni di tonnellate di acciaio, ma anche di realizzare nella zona della vecchia acciaieria, una volta bonificata, un impianto agroindustriale che nelle attese darà lavoro ad altre 500 persone.
AUDIO. L'incontro tra Renzi e Rebrab potrebbe essere privato
Secondo fonti vicine alla società algerina, Rebrab avrebbe intenzione anche di riattivare l'Hotel Centrale, chiuso da un anno. Il presidente di Cevital in questi giorni avrebbe dovuto essere a Piombino ma un grave lutto, la morte della sorella, lo ha trattenuto ad Algeri. E’ stato poi il presidente della repubblica Bouteflika a chiedergli di partecipare all’incontro di oggi col premier italiano.
E lunedì 2 Rebrab è stato visto all’ambasciata italiana per prendere accordi in vista dell’incontro odierno al palazzo presidenziale. Il patron di Cevital ripartirá probabilmente domani per Piombino dove giovedì è fissato il primo incontro ufficiale con i sindacati. Renzi, che nei mesi scorsi aveva incontrato Sajjan Jindal affermando poi in agosto che per la Lucchini a Jindal mancavano solo le firme, vedrà per la prima volta Rebrab, che in poco più di un mese offrendo 400 milioni di investimenti a Piombino ha sbaragliato la concorrenza del gruppo indiano, rimasto fermo a un’offerta limitata ai laminatoi.
Proprio lunedì 2 Sajjan Jindal ha annunciato di essere uscito dalla partita per l’acciaieria piombinese per concentrarsi sui suoi affari indiani. Solo una mezza verità: in realtà è stata la decisione del commissario straordinario Piero Nardi a escludere la Jsw, che peraltro aveva deciso di non rilanciare quando ha capito che l’offerta di Cevital era importante e che per batterla avrebbe dovuto investire ben più del centinaio di milioni che sembrava disposta a investire. Piombino uscirà così dopo due anni dall’amministrazione straordinaria, in cui invece potrebbe finire l’Ilva di Taranto, che sotto la guida dello Stato e la realizzazione di una newco, secondo lo stesso Renzi, potrebbe tornare appetibile per gli investitori.Troppo basse infatti sin qui le offerte di Arcelor Mittal, che vorrebbe a costo zero l’acciaieria tarantina, peraltro coperta di debiti e con un programma di risanamento ambientale dal costo di 35 miliardi.
Ok del Ministero alla cessione a Cevital. Intanto, è ufficiale il via libera del Ministero dello Sviluppo alla cessione della Lucchini di Piombino al gruppo algerino Cevital. L'operazione prevede investimenti di circa 400 milioni di euro e prospettive, a regime, di pieno riutilizzo del personale. Fin da subito, Cevital assumerà infatti alle proprie dipendenze 1.860 lavoratori. A conclusione del procedimento di vendita svolto dalle società Lucchini e Lucchini Servizi in Amministrazione Straordinaria, il Ministero dello Sviluppo ha infatti autorizzato, in data odierna, il commissario Piero Nardi ad accettare l'offerta presentata dalla Cevital Spa per l'acquisto dei rami d'azienda Lucchini Piombino, Lucchini Servizi e Vertek Piombino e delle azioni (69,27%) di GSI Lucchini. Cevital, ricorda il Ministero in una nota, fa parte di un primario gruppo industriale che opera in diversi settori che spaziano dall'industria, all'agroalimentare, all'automotive, alla produzione e vendita di prodotti in vetro, alla grande distribuzione. L'operazione di acquisizione di Lucchini si colloca nell'ambito di un processo di crescita internazionale del Gruppo, con l'obiettivo di sviluppare investimenti in attivita' con potenziale mercato in Algeria, e prevede, in particolare, il rilancio delle produzione di acciaio mediante la realizzazione di due forni elettrici ed altri investimenti nell'attivita' siderurgica, accompagnati dallo sviluppo di nuove iniziative industriali in ambito agro-alimentare e logistico, con investimenti previsti di circa 400 milioni di euro e prospettive, a regime, di pieno riutilizzo del personale Lucchini e Lucchini Servizi.
"Il via libera – ha commentato il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi - è la seconda importante operazione per la salvaguardia dei principali impianti siderurgici italiani dopo la vendita al gruppo Arvedi della Ferriera di Servola, sempre da parte del commissario della Lucchini Nardi. E conferma la volontà del governo di preservare la produzione e l’occupazione in un settore, quello dell’acciaio, fondamentale per il sistema industriale nazionale".
TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
Tweet riguardo #lucchini exclude:nativeretweets exclude:retweets
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
