«Rimborsi Asa, il Comune non aiuta i suoi cittadini»
Campiglia Democratica all’attacco dopo che il consiglio ha detto no all’ordine del giorno delle minoranze: «Si sono mossi male e in ritardo»
CAMPIGLIA MARITTIMA. «Non approvando l’ordine del giorno sul rimborso Asa per la depurazione, questa amministrazione conferma ancora una volta che non le interessano affatto la tutela e i diritti dei suoi cittadini». Esordisce così in una nota il gruppo di minoranza Comune dei Cittadini, che ritiene inaccettabili le motivazioni fornite da Campiglia Democratica per spiegare il suo voto contrario alla proposta firmata dal Movimento 5 stelle (di conseguenza bocciata) sulla questione della restituzione della quota della tariffa di depurazione agli utenti che non hanno usufruito del servizio. «L’oggetto dell’ordine del giorno era molto semplice – spiega la lista -: fornire nel più breve tempo possibile informazioni ai cittadini sui loro diritti rispetto a un ingiusto prelievo compiuto da Asa nella bolletta dell’acqua. E’ stato respinto». Secondo quanto spiegato dall’assessore Vito Bartalesi, la maggioranza non ha dato il suo consenso perché la circolare diffusa dall’Autorità Idrica Toscana il 5 settembre non prevede il rimborso automatico senza formale domanda presentata dai campigliesi interessati, come invece richiesto dai 5 Stelle. Ma, ha tenuto a specificare Bartalesi, «siccome è vicina ai cittadini, l’amministrazione sì è da subito attivata pubblicando una guida sul sito e sollecitando Asa a dare ulteriori indicazioni». «Giustificazioni non accettabili – aggiunge Comune dei Cittadini -. Va bene per il rimborso automatico se la circolare non lo permette. Però il Comune di Campiglia, in quanto socio, ha avuto 6 anni per pretendere che Asa desse adeguata informazione agli utenti della sentenza della Corte Costituzionale (del 2008, ndr) sulla possibilità del rimborso, invece non se ne è preoccupata riducendosi a uno scarno comunicato sui giornali solo 20 giorni prima della scadenza. Così i cittadini non avranno tempo per conoscere e attivarsi per chiedere il rimborso (entro il 30 settembre, ndr)». Inoltre, ci hanno sottolineato i consiglieri di minoranza «che senso ha che il sindaco si sia impegnata a voce a chiedere all’Asa un elenco delle utenze non allacciate, poi però il voto sull’ordine del giorno, che prevedeva un impegno formale, è stato contrario?». «Ma questa vicenda è solo la dimostrazione di quale sia stato il rapporto tra Asa e amministrazione in questi anni, un rapporto accondiscendente delle scelte della società idrica: non si è mai imposta per chiedere a cosa sono dovuti i continui aumenti nella bolletta, non si è mai attivata per far rispettare il referendum, non si è mai imposta per riscuotere il credito di quasi un milione di euro che ha con la società. I cittadini sono ancora sicuri che questa amministrazione stia tutelando i loro interessi?»
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